“Pretiosa”, a Perugia il fascino discreto dell’oro

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Inaugurata a Perugia la mostra “Pretiosa”, curata da Giorgio Bonomi: otto artisti tra pittura, scultura, fotografia e gioiello reinterpretano oro e argento in chiave contemporanea.

È stata inaugurata sabato 21 marzo, presso la galleria d’arte WOW di Perugia, la mostra collettiva “Pretiosa”, curata da Giorgio Bonomi, che ha riunito otto artisti in un percorso espositivo capace di intrecciare pittura, scultura, fotografia e gioiello contemporaneo.

L’esposizione ha preso il nome dal termine latino pretiosa, scelto dal curatore per sottolineare il valore intrinseco delle opere presentate, lontano da ogni ostentazione di lusso. Come ha spiegato Bonomi, le opere si sono offerte come “preziose” non per i materiali in sé, ma per la ricerca artistica e la profondità espressiva: l’oro e l’argento, reali o evocati, sono diventati strumenti di linguaggio e non semplici simboli di ricchezza.

Attorno alla forza evocativa di questi elementi si sono confrontati artisti di diverse generazioni: Mirta Carroli, Tonina Cecchetti, Francesca Della Toffola, Elena Diaco Mayer, Domenico D’Oora, Candida Ferrari, Sandi Renko e Simona Uberto.

Tra le opere esposte, si è distinto il lavoro di Domenico D’Oora, orientato a una pittura monocroma in cui il giallo – richiamo diretto all’oro – ha dato vita a superfici vibranti grazie a rilievi che hanno creato raffinati giochi di luce e ombra. Sandi Renko ha invece proposto un dialogo tra astrazione e optical art, con opere capaci di mutare percezione a seconda del punto di vista, estendendo questa ricerca anche ai gioielli, trasformati in esperienze visive indossabili.

L’oro e l’argento sono stati protagonisti anche nelle opere di Elena Diaco Mayer, caratterizzate da una luminosità avvolgente ma mai ostentata, e negli interventi di Candida Ferrari, che ha lavorato su trasparenze e riflessi attraverso materiali come plexiglas e carte speciali, capaci di interagire con la luce in modo dinamico.

Simona Uberto ha presentato due opere della serie Fata Morgana, fotografie stampate su alluminio lucido che hanno restituito paesaggi sospesi e quasi metafisici, mentre Francesca Della Toffola ha esplorato l’autorappresentazione attraverso scatti racchiusi in formati circolari, trasformati poi in gioielli.

Accanto alla pittura e alla fotografia, la mostra ha dato spazio anche alla scultura. Tonina Cecchetti ha esposto figure in terracotta dipinta, sospese tra ironia e riflessione sul reale, mentre Mirta Carroli ha presentato gioielli-scultura in lega metallica dorata, arricchiti talvolta da pietre, concepiti più come opere da indossare che come accessori.

Il percorso espositivo ha restituito al pubblico una riflessione coerente e profonda: l’oro non come simbolo di lusso, ma come elemento capace di veicolare significati, emozioni e visioni. Proprio in questa direzione si è collocata la chiusura ideale del progetto curatoriale, che ha invitato i visitatori a superare l’idea del “luccichio” per cogliere la dimensione più autentica e poetica dell’arte.

La mostra è rimasta aperta al pubblico con ingresso libero fino al 25 aprile 2026, confermandosi come un appuntamento significativo nel panorama artistico contemporaneo della città umbra.

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