La Quintana parla de “La scienza nel Seicento” con il prof. Mingarelli

la scienza nel seicento

A Foligno incontro con il prof. Mingarelli per parlare de “La Scienza nel Seicento” nell’ambito degli appuntamenti della Giostra della Quintana

Foligno, 10 Febbraio 1613: «Quale cosa sia di maggior contento a cavalier d’onore: mantenere la grazia del principe o il continuato favore di bellissima et gentilissima dama?». Questo un amletico dilemma, un cruccio dalla controversa soluzione che, ancor oggi seppur in tempi moderni, angustia con astrusi pensieri l’intelletto, divide e il cor dileggia delle fulignate genti. Un lancinante dubbio foriero di animate disquisizioni per sciogliere il quale il 10 Febbraio 1613, in occasione del Carnevale, venne disputata la Giostra della Quintana tra gli accesi animi de la jente de fulignu.  Amore e potere al centro dell’ardito duellar. E se è vero, come Scrive C.G. Jung ,che «Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro »nulla intimorì né oscurò la titanica verve dei cinque rampolli di altrettante nobili famiglie della città che, impugnate le gentili armi, si sfidarono in Piazza Grande.

Foligno, 1946: E’ l’anno della prima Giostra Moderna, incipit di un rewind di rievocazioni storiche che, da allora, catapultano la città centro de lu munnu indietro nel tempo tra pompose decorazioni dorate, sinuosi effetti prospettici e ardite e virtuosistiche soluzioni formali. Siamo nel Barocco. Ogni anno, a Giugno e a Settembre le vie di Foligno si colorano dei drappi dei dieci rioni, sventolano fiere le bandiere a ritmo dei tamburini in un armonico unicum che va oltre l’agonismo della gara, oltre la spettacolarità suntuosa dei costumi della sfilata del Corteo che si snoda per le strade del decumano folignate, oltre le scenografie e le prelibatezze dei luculliani piatti emblema della gastronomia secentesca che esalta la qualità dei prodotti locali. Oltre l’aspetto storico, enogastronomico e rievocativo dell’essere testimonial dell’Umbria tutta per approdare, altresì, nell’affascinante universo della cultura.

Cultura ad ampio spettro come dimostra tangibilmente il ricco palinsesto della Giostra della Quintana annata 2019 arricchito quest’anno da una serie di incontri culturali dalle varie tematiche i cui leitmotiv sono loro: sua eccellenza la Cultura e sua maestà l’amore per il Sapere. Dalla pomposità dell’arte barocca alla danza passando per la musica e la gastronomia made in Seicento senza esimere dalla scienza e dai virtuosismi della poesia barocca: un avventuroso viaggio nel tempo che fu.

«Il fil rouge, nonché il principale obiettivo di questi incontri culturali inseriti all’interno del ricco programma dello spin-off folignate è quello di dare tangibile dimostrazione della grandezza evocativa della Giostra della Quintana che va oltre la riduttiva connotazione folkloristica. La Quintana è cultura e ha bisogno di cultura. Questi meeting sono linfa vitale per arricchire una kermesse già di per se evocativamente  completa su più step» . Queste le parole con cui il Dottor Luca Radi ha alzato il sipario sul terzo incontro culturale  capitanato dall’Ente Giostra della Quintana e reso possibile grazie alla proficua collaborazione con la Festa di Scienze Sperimentali di Foligno. Un workshop che si è tenuto lo scorso 6 Giugno in una location d’eccellenza quale Palazzo Candiotti che, del Seicento, è suggestiva personificazione.

“La Scienza nel 600”: è questo il titulus  dal valore altamente  emblematico del terzo incontro durante il Professor  Pierluigi Mingarelli ha accompagnato il suo numeroso pubblico in un affascinante viaggio tra i protagonisti della Rivoluzione Scientifica del Seicento. Un excursus tra scoperte,  innovativeideologie , personaggi, concezioni, invenzioni e paradigmi che hanno gettato le basi dell’odierna scienza. «E’ impossibile immaginare come sarebbe oggi la nostra vita senza la scienza moderna. Tutta la cultura europea ha subito una profonda metamorfosi grazie alla rivoluzione scientifica del Seicento» queste le parole con cui il Professore Mingarelli ha dato il la al suo workshop scientifico dopo aver ringraziato l’Ente Giostra della Quintana per i progetti culturali proposti. «Non è un caso che si parli della rivoluzione scientifica, che è la mater della scienza moderna, in correlazione con la Quintana infatti entrambe sono figlie del Seicento, entrambe nascono e si sviluppano nello stesso fervido, clima entrambe furono destinate  a lasciare un’ impronta indelebile» ha spiegato il Professor Migarelli che circa 20 anni fa vestì i barocchi abiti di Presidente dell’ Ente Giostra della Quintana. Siamo nel Seicento, quindi, e mentre a Foligno si duellava la prima Giostra la cultura europea assistiva l’affermazione del modello copernicano, la medicina subiva un’incisiva evoluzione e mutava radicalmente la concezione tipicamente medioevale  del cosmo e del ruolo dell’uomo nell’universo. Una rivoluzione scientifica in toto che trasformerà profondamente anche la filosofia e la religione.

«Tra il XVI e il XVII secolo, prima Niccolò Copernico e poi Giovanni Keplero rivoluzionarono la visione  dell’universo fondata sull’autorità dei filosofi greci Aristotele e Tolomeo. Secondo il loro modello geocentrico la terra era immobile al centro dell’universo sferico e limitato. Modello confutato poi dai due astronomi  Copernico e Keplero con il loro “sistema” eliocentrico. I due sostenevano che è il sole ad essere al centro dell’universo e non la terra come ritenevano gli antichi» ha spiegato certosinamente il Professore Mingarelli. E’ il 1543 quando Copernico pubblica “Delle rivoluzioni dei mondi celesti”, un’opera che cambia la visione dell’universo. Il sole è al centro dell’universo e tutti i pianeti compresa la terra orbitano intorno al Sole. La teoria eliocentrica fu condannata sia dalla Chiesa protestante che da quella cattolica. Nel 1609 Giovanni Keplero dimostra che i pianeti si muovono non su orbite circolari ma ellittiche. Dopo Copernico, Tycho Brae capì che per elaborare una soddisfacente teoria sui moti planetari era indispensabile migliorare le osservazioni affidandosi a strumenti accurati e fu così che dopo attenti studi nel 1570 realizzò il suo primo grande quadrante astronomico.

«Galileo Galilei invece, con il suo cannocchiale osserva per la prima volta il cielo e conferma la teoria eliocentrica. Considerato il fondatore del moderno metodo scientifico basato sull’osservazione dei fenomeni riprodotti in laboratorio e sulla loro misurazione matematica, Galileo nel 1609 con un semplice esperimento conferma le teorie di Copernico e Keplero. Punta il cannocchiale verso il cielo ed osserva i fenomeni celesti. Per evitare la condanna al rogo da parte dell’inquisizione romana rinnega le sue teorie» ha spiegato il Professore Mingarelli. Il metodo scientifico made in Galileo Galilei determina un cambiamento nel modo di pensare e di interpretare il mondo. Il risultato sono numerose scoperte e invenzioni tecnologiche.

Il filosofo e scienziato francese René Descartes, noto come Cartesio, da cui gli assi cartesiani, estende il metodo della ricerca matematica ad ogni ambito del sapere dalla filosofia alla scienza. Cartesio riteneva  altresì che la realtà fosse costituita da due parti: res cogito e res estensa.

Il filosofo olandese Baruch Spinoza invece aveva due obiettivi principali: in primis  smantellare tutte le dottrine metafisiche e poi dare all’uomo la centralità nel creato. «John Locke è stato un filosofo  e medico britannico considerato il “capo” dell’empirismo. Tratto distintivo è la sua feroce critica e negazione delle idee innate , infatti, secondo Locke tutto quello che ritroviamo nella nostra mente deriva dall’esperienza e non esistono idee che si riscontrino nella conoscenza senza un’origine empirica di esse» ha aggiunto il Professore Mingarelli parlando poi di Isaac Newton uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi che fu anche Presidente della Royal Society.

Isaac Newton contribuì in maniera fondamentale a più di una branca del sapere. Nelle sue opere lo scienziato descrisse la legge di gravitazione universale, stabilì i fondamenti per la meccanica classica, condivise con Gottfried Wilhelm Leibniz la paternità del calcolo differenziale e fu il primo a dimostrare che le stesse leggi che governano il movimento della natura governano il movimento della Terra e degli altri corpi celesti. A lui si deve, inoltre, la sistemazione matematica delle leggi di Keplero sul movimento dei pianeti. «Credo che durante la Quintana si possano fare attività scientifiche anche con l’ausilio di relatori del settore e creando forme di collaborazione ad hoc sempre più strette. Ci sono tre grandi esperimenti scientifici che riguardano altrettanti principi, che fanno riferimento al peso dell’aria, che si potrebbero realizzare e riproporre come forme di intrattenimento durante la Quintana» ha aggiunto  il Professore Mingarelli alla fine del suo intervento rivolgendosi al Presidente dell’Ente Giostra della Quintana della persona del Dottor Domenico Metelli. La caduta dei corpi di Galileo Galilei, l’esperimento di Torricelli e gli emisferi di Magdeburgo: queste le tre proposte avanzate da Professor Mingarelli. Consigli che sono stati accolti con particolare piacere e disponibilità dal Presidente Ente Giostra Domenico Metelli che dopo aver ringraziato il Professore per la sua lectio magistralis ha ricordato che «la Quintana è sopra parti, è il collante all’interno dell’entourage folignate e non solo ed ogni collaborazione ed attività culturale è ben accetta. Propongo di inserire alcuni di questi tre esperimenti già nella Quintana di settembre».

Katia Cola

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