Il Recioto della Valpolicella diventa Presidio Slow Food

recioto della valpolicella

Sette cantine rilanciano il Recioto della Valpolicella, simbolo dell’identità veronese, ora riconosciuto come Presidio Slow Food. Un progetto per salvare un vino storico dall’oblio e restituirgli il posto che merita nella cultura enologica italiana.

Il Recioto della Valpolicella, vino simbolo delle colline veronesi e padre del celebre Amarone, ottiene il riconoscimento di Presidio Slow Food del Veneto. A sostenerlo sono sette cantine che hanno scelto di unirsi per tutelare un prodotto fortemente identitario, ma oggi sempre più raro: solo lo 0,6% delle bottiglie prodotte in Valpolicella è Recioto.

La storia di questo vino è antichissima. Le sue origini risalgono all’epoca romana, quando Plinio il Vecchio citava il vino acinaticum, ottenuto dalla spremitura di uve disidratate attraverso la tecnica dell’appassimento, usata per conservare la frutta durante l’inverno. Più tardi, Cassiodoro lo descrisse come un “mosto invernale, freddo sangue delle uve”, segno di un vino dolce e denso, capace di sfidare i secoli.

Il nome stesso deriva da rècie – “orecchie” nel dialetto veronese – cioè le ali del grappolo selezionate per l’appassimento. Le uve principali sono Corvina, Corvinone e Rondinella, affiancate da altre varietà autoctone come Molinara, Oseleta, Pelara e Dindarella.

Secondo Roberto Covallero, presidente di Slow Food Veneto, l’obiettivo del Presidio è “strappare il Recioto all’oblio”, coinvolgendo inizialmente sette produttori – Cantine Mizzon, Venturini, Roccolo Grassi, Corte Merci, La Dama, Giovanni Ederle e Novaia – per poi estendere il progetto ad altre realtà.

Il regolamento del Presidio è severo e riflette i principi della Slow Wine Coalition: niente diserbo chimico, uso di uve provenienti da vigne con almeno 15 anni, appassimento naturale per almeno 100 giorni, bassi livelli di solforosa e commercializzazione solo dopo cinque anni dalla vendemmia. Inoltre, le cantine si impegnano a preservare il paesaggio rurale della Valpolicella e i suoi storici terrazzamenti.

Nicola Perusi della Cantina Mizzon, portavoce dei produttori del Presidio, sottolinea come il Recioto trovi la sua grandezza nell’invecchiamento: “Un tempo si producevano due versioni, una giovane e una più matura, oggi quasi scomparsa. Il nostro scopo è riportare alla luce quel vino profondo, complesso e indimenticabile che appartiene alla nostra storia”.

Per Corinna Gianesini, collaboratrice della guida Slow Wine, “questo Presidio non tutela solo un vino, ma un intero territorio: le colline, i terrazzamenti, e soprattutto il rispetto per la terra e la biodiversità”.

Il nuovo Presidio Slow Food del Recioto della Valpolicella inizia così il suo percorso ufficiale. La prima tappa sarà la Slow Wine Fair 2026, a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio, dove i produttori presenteranno le loro etichette, segnando l’inizio di una rinascita per uno dei vini più antichi e nobili d’Italia.

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