“Recovery Sound Art”: la musica che cura il territorio

week-end al museo

Recovery Sound Art porta la musica dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese in ospedali e RSA del territorio aquilano, unendo cultura e cura nel programma de L’Aquila Capitale della Cultura 2026.

La musica come strumento di cura, inclusione e rigenerazione sociale. Con questo spirito prende vita “Recovery Sound Art (RSA)”, il progetto promosso dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese (ISA) in collaborazione con il Conservatorio “A. Casella”, inserito nel programma ufficiale de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Un percorso itinerante di diciotto appuntamenti, da febbraio a maggio, che porterà concerti dal vivo nelle RSA, nei centri diurni del Cratere e all’ospedale “San Salvatore”, avvicinando la bellezza della musica a chi vive situazioni di fragilità.

La tappa odierna si svolge proprio nel centro informazioni dell’ospedale aquilano, dopo i primi appuntamenti a Villa Dorotea di Scoppito e a “Santa Maria della Pace” di Fontecchio. Per inaugurare il tour, l’ISA – una delle tredici istituzioni concertistico-orchestrali italiane riconosciute dal Ministero della Cultura – ha scelto Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, simbolo universale di armonia tra uomo e natura.

Sotto la guida del violino solista Ettore Pellegrino e con l’ensemble dei Cameristi dell’ISA, le celebri note vivaldiane hanno trasformato l’atrio dell’ospedale in uno spazio di condivisione e ascolto. Un momento capace di unire pazienti, familiari, personale sanitario e volontari in un’esperienza emotiva collettiva.

A rendere unico il format è il suo carattere interdisciplinare: ogni esecuzione è introdotta dagli interventi della docente di Musicoterapia Grazia Pezzopane e del musicologo Gianluca Sulli, che illustrano il valore scientifico e terapeutico delle scelte musicali. Il tradizionale distacco tra palco e platea viene superato dal “Question Time Musicale”, un dialogo finale tra musicisti e pubblico che trasforma l’esperienza estetica in uno scambio umano profondo.

Il viaggio del Recovery Sound Art proseguirà nei prossimi mesi con programmi pensati per stimolare memoria ed emotività: a marzo le atmosfere di Mozart raggiungeranno le strutture di Scoppito, Fontecchio e Ofena; ad aprile spazio al virtuosismo di Paganini e alle suggestioni sudamericane di Piazzolla; a maggio la chiusura sarà dedicata alla grande tradizione vocale italiana, da Scarlatti alle romanze di Francesco Paolo Tosti, con il soprano Manuela Formichella e la pianista Emilia Di Pasquale.

In questo scenario, L’Aquila e i comuni del Cratere si confermano un laboratorio a cielo aperto dove la cultura diventa strumento concreto di rinascita. Portare l’eccellenza dell’ISA negli ospedali e nelle RSA significa costruire un ponte verso chi non può raggiungere i teatri, affermando il diritto alla bellezza come parte integrante del percorso di cura.

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi sottolinea come il progetto dia «forma concreta a un’idea di cultura aperta e inclusiva, capace di uscire dai luoghi tradizionali per entrare dove c’è più bisogno di ascolto e vicinanza». Sulla stessa linea il presidente dell’ISA Alberto Mazzocco, che evidenzia «la tangibile condivisione di sentimenti e sensazioni fra artisti e ascoltatori», mentre il direttore generale della Asl 1 Paolo Costanzi rimarca il valore della musica come strumento di benessere e umanizzazione delle cure.

“Recovery Sound Art” si presenta così non solo come un programma musicale, ma come un modello virtuoso di collaborazione tra cultura e sanità, capace di prendersi cura della persona nella sua interezza e di lasciare un segno duraturo nel percorso verso il 2026.

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