Resort Kushner-Trump in Albania, la Lipu scrive all’ambasciatrice

Dopo l’intervento della Commissione europea si fermano i lavori del restort Kushner-Trump nell’area protetta di Vjosë-Nartë. Gli ambientalisti chiedono lo stop definitivo e il ripristino degli habitat danneggiati

La battaglia per la tutela di uno dei più preziosi ecosistemi del Mediterraneo entra in una nuova fase. Dopo l’intervento della Commissione europea sul controverso progetto turistico legato alla famiglia Kushner-Trump nell’area protetta di Vjosë-Nartë, in Albania, la Lipu-BirdLife Italia ha inviato una lettera ufficiale all’ambasciatrice della Repubblica d’Albania in Italia, Anila Bitri, chiedendo un intervento diretto presso il governo di Tirana affinché il progetto venga definitivamente abbandonato.

“Le scriviamo con la preghiera di volersi attivare presso il Suo Governo per fermare il progetto di costruzione del resort e relative infrastrutture nell’area protetta di Vjosë Narthë e dintorni, a tutela dell’inestimabile patrimonio naturale della costa albanese e dell’Europa tutta”, si legge nel documento inviato dall’associazione ambientalista.

Al centro della vicenda c’è un ambizioso piano di sviluppo turistico che prevede la realizzazione di un resort di lusso e di infrastrutture collegate in una delle aree naturalistiche più importanti dei Balcani. Il progetto, approvato nel febbraio 2025 come “investimento strategico con procedura speciale”, coinvolge investitori albanesi e internazionali, tra cui Jared Kushner, genero dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Secondo la Lipu e le associazioni aderenti a BirdLife International, i lavori sarebbero stati avviati in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali, provocando già il danneggiamento di chilometri di spiagge, dune sabbiose, pinete e habitat costieri di elevato valore ecologico.

La denuncia delle organizzazioni ambientaliste è arrivata fino a Bruxelles. Le associazioni di BirdLife Europa hanno infatti segnalato il caso alla Commissione europea, sostenendo che il progetto violerebbe le direttive comunitarie Habitat e Uccelli. Un tema particolarmente delicato considerando che l’Albania è impegnata nel percorso di adesione all’Unione europea e, secondo gli ambientalisti, è tenuta a conformarsi progressivamente alle normative ambientali europee previste dal Capitolo 27 del negoziato di adesione.

La Commissione europea ha raccolto le segnalazioni e avviato interlocuzioni formali e informali con il governo albanese. A seguito di queste iniziative, nelle ultime ore i lavori effettuati con ruspe e bulldozer risultano sospesi in attesa di ulteriori sviluppi.

Per la Lipu, tuttavia, il blocco temporaneo non è sufficiente.

“Bene l’azione europea – dichiara Claudio Celada, direttore dell’area Conservazione della Natura della Lipu-BirdLife Italia – ma serve un passo in più, anzi due: da un lato l’abbandono definitivo del progetto, che in un’area così preziosa e altamente protetta non potrà mai essere sostenibile; dall’altro il ripristino dei siti naturali danneggiati dai primi lavori”.

L’area di Vjosë-Nartë, situata a nord di Valona, rappresenta infatti uno dei principali scrigni di biodiversità del Mediterraneo orientale. Comprende l’isola di Sazan, la laguna di Nartë, sistemi dunali, antiche pinete e habitat marini di straordinaria importanza. Qui trovano rifugio oltre 200 specie di uccelli, tra cui il fenicottero e il raro pellicano dalmata, oltre a circa 70 specie minacciate. Nei fondali sono presenti estese praterie di Posidonia oceanica, ecosistemi essenziali per la salute del mare e habitat di specie particolarmente vulnerabili come la foca monaca del Mediterraneo.

L’area gode inoltre di numerosi riconoscimenti internazionali: è Parco Nazionale Marino, Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (Spami), Key Biodiversity Area (Kba) e Important Bird Area (Iba), oltre a rappresentare una tappa strategica lungo le rotte migratorie degli uccelli tra Europa, Asia e Africa.

Secondo la Lipu e le altre 41 organizzazioni europee affiliate a BirdLife International, la vicenda di Vjosë-Nartë è diventata un banco di prova non solo per la tutela della biodiversità, ma anche per il rapporto tra sviluppo economico, rispetto delle norme ambientali e percorso europeo dell’Albania.

Una sfida che ora attende le decisioni del governo di Tirana e il prosieguo dell’azione delle istituzioni europee, mentre ambientalisti e cittadini chiedono che uno degli ultimi paradisi naturali dell’Adriatico venga preservato per le generazioni future.

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