Da San Feliciano all’Isola Maggiore, un viaggio alla scoperta della rete a Modano

rete a modano

Sulle sponde del Lago Trasimeno, tra San Feliciano e Isola Maggiore, un evento per promuovere l’antica arte della rete a Modano, sapientemente tramandata dalle merlettaie del Trasimeno, riunite in associazione.

C’è un sottile filo che collega territorio, storia, economia, natura, gastronomia e arte. Un filo che, dalle reti da pesca pazientemente realizzate dalle donne dei pescatori del Trasimeno, è diventato prezioso virtuosismo e, addirittura, una forma d’arte. È il filo con il quale si realizza la fitta rete che costituisce la base sulla quale viene eseguito il ricamo a Modano, vanto delle donne di San Feliciano. Un’arte che sopravvive grazie alla passione delle tante signore che hanno voluto perpetuare questi gesti antichi e sapienti e che sono state celebrate lo scorso 6 giugno in una giornata organizzata dal GAL Trasimeno-Orvietano e dal Comune di Magione.

L’evento, sotto la direzione artistica di Anna Lisa Piccioni, si è aperto con il taglio del nastro nell’area del Vecchio Pontile di San Feliciano, dove hanno fatto bella mostra di sé le immagini delle ricamatrici realizzate dal fotografo Stefano Stefanoni.

Nutrito il parterre delle autorità che hanno voluto testimoniare e raccontare il lago e il suo ricamo: dalla direttrice del GAL Trasimeno Orvietano Francesca Caproni al vice Sindaco di Magione Vanni Ruggeri, alla consigliera della Pro loco di San Feliciano Stefania Stefanoni, solo per citarne alcuni.

L’originale format ha poi proposto, durante la traversata che ha portato i partecipanti all’Isola Maggiore, un talk moderato da Annalisa Baldi, nel corso del quale sono stati approfonditi gli intensi legami che uniscono i molteplici aspetti dell’antica economia lacustre. In un’epoca caratterizzata dal turismo lento e dalla riscoperta delle proprie radici culturali ed etnografiche, questi elementi possono infatti dare nuova linfa al turismo del Trasimeno che, accanto alla struggente bellezza delle sue acque e dei suoi dolci declivi, può raccontare antiche storie di saperi e competenze che costituiscono il fondamento della cultura regionale.

Una volta giunti sull’Isola, si scopre, grazie al reading dell’attrice Francesca Caprai, che nobildonne ottocentesche del calibro di Vittoria Aganoor-Pompilj e Isabella Guglielmi furono legate – è proprio il caso di dire – a doppio filo da un profondo rapporto di amicizia e dalla comune passione per il ricamo, scambiandosi missive affettuose ed entusiaste.

Ma è nel piccolo Museo del Merletto che si rimane davvero stupiti e affascinati dalle numerose e splendide creazioni esposte. Tra queste spicca, eccezionalmente in mostra, l’abito in pizzo d’Irlanda con inserti in rete a Modano, indossato da Sophia Loren nel 2002 nel film “Francesca e Nunziata” di Lina Wertmüller e sapientemente riadattato dal costumista Gabriele Mayer.

Nell’ottica di un turismo moderno ma profondamente radicato nella storia, è stato inoltre presentato un souvenir esclusivo, che reinterpreta in chiave originale la ormai dimenticata cartolina, unendo a un’illustrazione di Cristiano Schiavolini un autentico inserto ricamato.

A testimoniare il legame con l’attività ittica, una degustazione proposta dalla Locanda dei Pescatori, con specialità realizzate utilizzando il pescato del lago, ha chiuso in bellezza – e bontà – la manifestazione.

Benedetta Tintillini

In foto la signora Agata Belardoni, detta Peppina, storica ricamatrice, con una delle sue creazioni.

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