Le radici dell’Italia antica: a Rieti nasce il Festival dei Popoli Italici

festival dei popoli italici

C’è attesa negli ambienti culturali per la nascita del Festival dei Popoli Italici, una nuova e ambiziosa iniziativa di divulgazione storica che vedrà la luce a Rieti dall’8 al 10 maggio 2026. I dettagli del programma e i nomi degli illustri studiosi che animeranno le tre giornate verranno svelati ufficialmente l’11 aprile alle ore 11.00, durante la conferenza stampa di presentazione presso il Museo Civico di Rieti. Un appuntamento aperto a tutti, che segna l’avvio di un percorso volto a riscoprire le radici più profonde della nostra Penisola.
Il tema scelto per questa edizione d’esordio è La Primavera Sacra, un titolo che evoca suggestioni arcaiche e di grande potenza simbolica. La scelta di Rieti e della sua provincia come sede della manifestazione non è affatto casuale: le fonti classiche, infatti, identificavano nel santuario federale dei Sabini a Cotilia l’Umbilicus Italiae. In questo ‘ombelico d’Italia’, geografico e spirituale, si celebrava il rito del Ver Sacrum, una tradizione antichissima figlia delle migrazioni dei popoli di origine indoeuropea. In questo rito, gli ‘esseri animati’ nati in stagioni di carestia venivano consacrati al dio Marte e, giunti ai vent’anni, partivano con il capo velato alla ricerca di nuove terre, guidati da animali totemici come il lupo, il toro o il picchio.
L’iniziativa, ideata dall’Associazione di Promozione Sociale Archè e curata da Florabant Srl, è finanziata dal Piano Nazionale Complementare-Next Appennino e organizzata in collaborazione con il Comune di Rieti nell’ambito del progetto ‘Una grande avventura per Rieti. L’Aquila 2026 Capitale italiana della Cultura’. Il Festival gode del sostegno della Fondazione Varrone e del patrocinio dell’AGE (Associazione dei Giornalisti Europei). Prestigiosi anche i partner coinvolti, tra cui il mensile Archeo, Archeoares e Umbria Antica Festival.
Il Festival si svilupperà tra il Museo Civico e il Teatro Flavio Vespasiano, proponendo lezioni magistrali, mostre tematiche e una fiera del libro. Un appuntamento che, tra rigore scientifico e divulgazione, promette di restituire voce a quel sapere profondo da cui germinò la civiltà italica.

Maria Vittoria Grotteschi

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