Nel cuore del Sagrantino: la Cantina Arnaldo Caprai

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A Montefalco: visita alla Cantina Arnaldo Caprai tra vino, tecnica, visione e umanità.

Varcata la soglia della cantina Arnaldo Caprai a Montefalco, si percepisce immediatamente la tensione verso un obiettivo preciso: tenere il passo con la qualità internazionale senza perdere il legame con le radici. Un equilibrio difficile, costruito negli anni con ricerca, investimenti e uno sguardo sempre aperto al mondo. Ma anche con scelte che vanno oltre il vino. Nel tempo, infatti, circa 500 richiedenti asilo hanno lavorato tra questi filari e queste botti, grazie a una collaborazione con Caritas: un progetto che restituisce dignità attraverso il lavoro e che racconta una visione etica dell’impresa.

La degustazione è un crescendo narrativo. Si parte dal Grecante 2025, fresco e verticale, quasi una dichiarazione d’intenti. Poi “Le Molacce” Trebbiano Spoletino, che sorprende per struttura e profondità, dimostrando quanto questo vitigno possa ambire a una nuova centralità. Il Montefalco Rosso 2022 Riserva introduce complessità e misura, mentre il Collepiano 2022 – simbolo della cantina – mostra equilibrio e identità. Il culmine è il Sagrantino 25 Anni, un vino che non si limita a essere bevuto: si ascolta, si contempla.

Dietro a questa espressione così raffinata del Sagrantino c’è anche l’impronta di Michel Rolland, figura chiave dell’enologia internazionale, recentemente scomparsa. È lui ad aver introdotto un processo rivoluzionario: la vinificazione integrale del Sagrantino. Dopo una diraspatura attenta, che preserva l’integrità delle bucce, gli acini vengono disposti in barrique con strati di ghiaccio secco per controllare la fermentazione. La barrique, chiusa e posta in orizzontale, avvia una macerazione prefermentativa a freddo; ruotata più volte al giorno, accompagna una lenta e precisa evoluzione che attraversa fermentazione e macerazione post-fermentativa.

Il risultato è un vino di straordinaria concentrazione e finezza. Da due barrique iniziali se ne ottiene una sola: un processo che parla di selezione estrema, quasi di sottrazione. Dopo la svinatura, il vino riposa per due anni in barrique nuove, completando un percorso che unisce rigore tecnico e sensibilità artigianale.

Uscendo dalla cantina resta la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre la degustazione. Qui il vino è linguaggio, memoria e futuro insieme. E forse è proprio questo il segreto della Cantina Arnaldo Caprai: raccontare il mondo partendo da un bicchiere, senza mai smettere di guardare lontano.

Benedetta Tintillini

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