Perugia. Restituite all’uso del pubblico le scale mobili di Via Pellini

Le scale mobili di via Pellini sono di nuovo fruibili. Ieri si è tenuta la cerimonia di inaugurazione delle riqualificate scale mobili che collegano via Checchi, viale Pellini e via dei Priori. Presenti all’incontro il sindaco Andrea Romizi, gli assessori Otello Numerini e Luca Merli, i consiglieri Fotinì Giustozzi, Michele Cesaro e Giacomo Cagnoli.

L’opera ha avuto un costo totale di 3,5 milioni. A spiegare nel dettaglio i lavori realizzati è stata  Margherita Ambrosi, direttrice dei lavori: “sono state sostituite le quattro scale con un aumento di dimensione da 60 cm a 100 cm, rendo ogni gradino biposto e aumentando la capacità di trasporto della struttura. La copertura precedente è stata rimossa e sostituita con l’attuale che, al suo interno, ospita un impianto fotovoltaico, inoltre è stato completamente rinnovato il sistema di telecamere.

Per ciò che concerne la scala del parcheggio di piazza Partigiani, inserita anche questa nel progetto, si è provveduto alla completa sostituzione della stessa, ma senza possibilità di modificarne le dimensioni in larghezza per motivi strutturali ed in ragione dei vincoli ambientali esistenti”.

Molto emozionato il sindaco Andrea Romizi che ha ringraziato il quartiere e l’associazione via dei Priori per la pazienza dimostrata.

In cinque anni sono stati risistemati tutti i percorsi meccanizzati dell’acropoli (le scale mobili della Rocca Paolina, gli ascensori del mercato coperto e della galleria Kennedy ed ora le scale mobili di viale Pellini-via dei Priori), ovvero gli accessi principali al centro città.  A breve si aprirà il cantiere per riqualificare l’area verde fuori delle mura che insiste intorno alle scale mobili, poi toccherà al parcheggio Pellini, determinando così un ideale rinnovamento di tutta la parte della città che gravita intorno alla direttrice via dei Priori/viale Pellini.

“L’auspicio ora – conclude Romizi – è che i perugini possano tornare al più presto a vivere e popolare questi luoghi, che sono spazi identitari della città”.

donatella binagliaDonatella Binaglia

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