Serena Brancale accende Umbria Jazz 2026: Perugia balla tra “Sacro”, jazz e contaminazioni

serena brancale

C’è stata energia, ritmo e una forte identità musicale nel concerto di Serena Brancale che ha inaugurato il clima di Umbria Jazz, trasformando Perugia in una pista a cielo aperto. L’appuntamento, offerto da CNA in occasione dell’80° anniversario dell’associazione, ha rappresentato la preapertura ufficiale del festival, anticipando l’attesissimo debutto della rassegna con il sold out di Sting.

Fin dalle prime note, Serena Brancale ha imposto il suo marchio stilistico: un universo sonoro fluido, dove jazz, rhythm & blues, musica etnica e radici popolari si intrecciano senza soluzione di continuità. L’apertura con “Al mio Paese”, già tormentone dell’estate 2026, ha subito acceso il pubblico, trascinato in un viaggio musicale che ha messo al centro il dialetto, la contaminazione culturale e una vocalità potente e versatile.

Il live ha alternato le hit più conosciute ai brani del nuovo album Sacro, confermando la capacità dell’artista barese di reinventarsi senza perdere coerenza. Ogni pezzo è stato riletto in chiave nuova, con arrangiamenti pensati per esaltare il contesto dal vivo e dare spazio all’interplay con la band, composta da musicisti di alto livello.

A rendere ancora più dinamica la performance, una crew di ballerini che ha amplificato la componente scenica, trasformando il concerto in uno spettacolo totale, dove musica e movimento dialogavano costantemente. Ma è stato nei momenti più raccolti che Brancale ha mostrato tutta la sua maturità artistica: emblematica la versione intima e sensuale di Anema e Core, capace di sospendere il tempo e restituire tutta la profondità interpretativa della cantante.

Più che un semplice concerto, quello di Serena Brancale è stato un manifesto di libertà musicale: un set in cui il jazz ha incontrato il pop, la tradizione ha abbracciato la sperimentazione e Perugia ha risposto con entusiasmo, ballando e lasciandosi travolgere. Un inizio vibrante per Umbria Jazz 2026, nel segno della contaminazione e dell’energia.

Benedetta Tintillini

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