Lo SpazioTempismo di Enzo Trifolelli, corrente transdisciplinare che fonde fisica, filosofia e arti visive per raccontare la continuità del reale, si presenta nell’evento del 30 luglio a Giove. Alle 18 presso la Sala Maestre Moriconi di Via Roma 16A, il vernissage dell’esposizione realizzata dallo stesso Trifonelli nell’ambito de ‘Il Sole e la Luna Festival’, più che l’apertura di una rassegna espositiva, sarà la presentazione di una nuova avanguardia artistica, evento di narrazione visiva di un vero e proprio manifesto culturale dedicato una filosofia del movimento tesa a catturare il flusso continuo.
Il nucleo teorico dello SpazioTempismo, il nuovo linguaggio artistico teorizzato dal settantacinquenne ricercatore e artista viterbese, affonda le sue radici nella grande rivoluzione scientifica del Novecento, mutuando dalla fisica l’idea che spazio e tempo non siano entità separate, ma una dimensione unica e fluida. Se la fotografia tradizionale congela l’attimo e la pittura classica definisce lo spazio statico, lo SpazioTempismo si pone l’obiettivo ambizioso di rappresentare la continuità del movimento, sia esso fisico o mentale.
Nelle opere che sposano questo manifesto, il tempo smette di essere una sequenza di fotogrammi isolati e diventa un flusso dinamico. L’osservatore viene così proiettato in una dimensione in cui l’azione artistica traccia la traiettoria di un cambiamento costante, offrendo una chiave di lettura profonda della complessità contemporanea.
Il punto di forza dello SpazioTempismo, ha spesso evidenziato Trifolelli nei suoi interventi accademici e curatoriali, risiede nella ‘transdisciplinarità’ come superamento e rifiuto categorico degli steccati tra i diversi generi espressivi.
Non si tratta di una corrente riservata alla sola pittura o alla fotografia, ma di un approccio globale che abbraccia arti visive, pittura, scultura e installazioni tridimensionali, con rferimenti anche ai nuovi media, come fotografia di ricerca e digital-art d’avanguardia e aperture strutturali verso la musica, la letteratura e il teatro.
Una totale libertà espressiva, insomma, che permette agli artisti del movimento di scegliere il medium più adatto per dare corpo al concetto di spazio-tempo, creando un dialogo serrato tra tecnica artigianale e tecnologia digitale.
La presentazione che si svolge nel suggestivo borgo medievale del ternano è senz’altro un’occasione per scoprire da vicino i codici di una nuova avanguardia che ridefinisce il nostro modo di percepire la realtà. Un’avanguardia che interroga il futuro e accende i riflettori su un dibattito estetico di portata nazionale: lo SpazioTempismo di Enzo Trifolelli non si limita a esibire manufatti, ma interroga il pubblico sul ruolo dell’artista nell’era della simultaneità e della frammentazione digitale.
Maria Vittoria Grotteschi