L’Umbria consolida il suo ruolo di modello nazionale per sostenibilità ambientale, valorizzazione del territorio e sviluppo rurale. Sono infatti otto i comuni umbri confermati tra le eccellenze italiane insignite delle Spighe Verdi 2026, il prestigioso riconoscimento che rappresenta, per i territori rurali, l’equivalente delle celebri Bandiere Blu per le località balneari.
L’annuncio è arrivato giovedì 25 giugno durante la cerimonia ufficiale tenutasi a Roma, nella sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche, alla presenza dei sindaci dei comuni premiati. In questa undicesima edizione sono 97 le località italiane che hanno ottenuto il riconoscimento, in crescita rispetto alle 90 del 2025, con dieci nuovi ingressi e tre uscite.
Tra queste figurano ancora una volta Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi e Trevi, che si distinguono per l’adozione di politiche virtuose orientate alla sostenibilità, alla tutela del paesaggio e al miglioramento della qualità della vita delle comunità locali.
Un risultato che premia il lavoro delle amministrazioni, ma anche la capacità di fare rete con il tessuto produttivo e sociale, in particolare con il comparto agricolo. “Per salvaguardare l’integrità ambientale e l’economia dei territori, educazione ambientale e sviluppo sostenibile rappresentano un binomio imprescindibile”, ha dichiarato Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria.
Pennacchi ha sottolineato come l’associazione sia da sempre impegnata nella promozione di buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, congratulandosi con i comuni umbri per aver saputo costruire un percorso condiviso di crescita e valorizzazione del territorio.
Il programma Spighe Verdi è promosso dalla Foundation for Environmental Education, la stessa organizzazione che assegna nel mondo il riconoscimento Bandiera Blu. Nato per accompagnare i comuni rurali verso una gestione più sostenibile del territorio, il progetto si fonda su una serie di indicatori elaborati insieme a Confagricoltura, che analizzano diversi aspetti della vita amministrativa e produttiva.
Tra i criteri di valutazione figurano la partecipazione pubblica, l’educazione ambientale, il corretto uso del suolo, la qualità delle produzioni agricole, l’innovazione in agricoltura, la raccolta differenziata, la gestione delle risorse idriche, la qualità dell’offerta turistica, la valorizzazione delle aree naturalistiche e l’accessibilità.
Un sistema articolato che conferma il ruolo centrale dell’agricoltura come motore di una vera rivoluzione culturale, capace di coniugare tutela dell’ambiente, economia circolare e promozione delle identità territoriali.
Per l’Umbria, il riconoscimento rappresenta non solo un motivo di orgoglio, ma anche una conferma della capacità dei suoi borghi di interpretare il futuro senza perdere il legame con la propria storia, il paesaggio e le tradizioni. Un modello che guarda alla sostenibilità come leva concreta di sviluppo, occupazione e qualità della vita.
