Presentato al pubblico il restauro del sipario storico del Teatro Nuovo di Spoleto, realizzato da Francesco Coghetti, simbolo di storia, arte e identità cittadina
Un lungo applauso ha accolto, al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, la presentazione ufficiale del Sipario Storico restaurato, capolavoro pittorico firmato dal maestro Francesco Coghetti nel 1860. Dopo oltre 25 anni di assenza dalla scena, la monumentale tela – 11,90 metri per 13,92 – è tornata al suo posto originario, salutata con emozione da autorità, studiosi, restauratori e cittadini.
Un evento storico per la città, in coincidenza con il Festival dei Due Mondi, e frutto di una sinergia virtuosa tra pubblico e privato. Il restauro, infatti, è stato reso possibile grazie alla donazione di AgriEuro Srl di 130.000 euro attraverso l’Art Bonus e al cofinanziamento del Comune di Spoleto per 80.000 euro.
Un simbolo identitario che rinasce
“Restituire alla città il Sipario Storico è un atto di amore per la nostra storia e la nostra cultura”, ha dichiarato il sindaco Andrea Sisti, sottolineando l’importanza dell’opera sia dal punto di vista artistico che simbolico. Il sipario, che raffigura la leggendaria resistenza di Spoleto ad Annibale nel 217 a.C., è un potente manifesto civico, ricco di pathos e dinamismo, in cui “orgoglio municipale e spirito risorgimentale si fondono in un’unica narrazione”, ha spiegato Stefania Petrillo, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Perugia e autrice della monografia Sipari d’Italia.
Il CEO di AgriEuro, Filippo Settimi, ha parlato del restauro come “un’emozione indescrivibile”, sottolineando come l’azienda abbia voluto “assumersi la responsabilità sociale di restituire alla comunità un bene culturale di straordinaria identità”.
Un’opera d’arte e una sfida tecnica
La tela, conservata per un quarto di secolo nel laboratorio della Coo.Be.C., versava in condizioni critiche: umidità, deformazioni, strappi. Il restauro, avviato nel febbraio 2024 sotto la guida della presidente Antonella Filiani, ha coinvolto un’équipe di specialisti che ha operato su 165 metri quadrati di superficie, con interventi di pulitura, consolidamento, risarcimento e ripresentazione estetica. Il tutto culminato nella complessa fase di ricollocamento scenico.
L’architetto Moreno Orazi dello Studio Abaco ha ricordato come, nonostante le trasformazioni subite dal teatro nel tempo, l’intervento sul sipario rappresenti “un atto di tutela e valorizzazione dell’identità architettonica e teatrale”.
Una tela che racconta
L’opera rappresenta l’episodio leggendario in cui la città di Spoleto respinse l’assedio di Annibale, raccontato in una composizione dinamica e teatrale: in basso la battaglia, in alto la cittadinanza che getta olio bollente dalle mura. Un racconto che unisce mito, storia e appartenenza civica.
Il ritorno del Sipario Storico non è solo un traguardo di restauro, ma un nuovo inizio per un’opera destinata a vivere e a emozionare ancora, specchio della storia di Spoleto e della sua resilienza culturale. Un bene ritrovato, un simbolo ritornato, una città che riconosce, nella propria arte, la propria anima.
