“Stai zitta e ascolta”, da Tacita Muta a Michela Murgia

stai zitta e ascolta

“Stai zitta e ascolta” è stato l’invito poco garbato che il famoso prof. Raffaele Morelli, psichiatra e psicoterapeuta nonché direttore della rivista Riza Psicosomatica, ha volto all’indirizzo della scrittrice Michela Murgia durante una trasmissione radiofonica.

La Murgia lo incalzava su alcune dichiarazioni sessiste rilasciate in precedenza da Morelli del tipo: “se una donna esce di casa e gli uomini non le mettono gli occhi addosso deve preoccuparsi, perché vuol dire che il suo femminile in qualche modo non è presente in primo piano” e anche “Prima di tutto sei femminile e il femminile è il luogo che suscita desiderio”.

Le frasi si commentano da sole, ma a mio parere, ciò che più colpisce, è che sono state dette da una persona che ha passato la sua vita a studiare e comprendere la psiche umana, con poco rispetto e con altrettanto scarsa empatia, pare, per quella delle donne, soprattutto per quelle che non stimolano a prima vista il testosterone.

Fu Numa Pompilio, secondo re di Roma ad istitutire il culto della dea Tacita Muta, la dea del silenzio, ridotta a tacere perché parlando aveva rivelato un segreto: ergo, le donne farebbero meglio a stare zitte, concentrare le loro attività nel piacere agli uomini (se sposate, ovviamente, solo al marito) per assicurare la sopravvivenza della specie e poi prendersi cura della progenie.

Sono passati duemilasettecento anni, o giù di lì, e appena un uomo si trova in difficoltà durante una scambio dialettico con una donna tutto ciò che sa partorire è “stai zitta e ascolta”. Alquanto scoraggiante.

Abbiamo passato, passiamo e passeremo il nostro tempo e impiegheremo le nostre energie per piacere agli uomini ad ogni costo, sottoponendoci a torture periodiche per porgere una pelle liscia e glabra a chi vorrà accarezzarla, o sottoponendoci ad operazioni chirurgiche al fine di diventare come dei clown, vivremo nella frustrazione di non piacere, di non essere accettate, per poi scoprire, quando forse è ormai troppo tardi, che nella maggior parte dei casi il gioco non è valso la candela.

Michela Murgia lotta tutti i giorni contro gli odiatori da tastiera che la attaccano per il suo aspetto fisico (non potendola attaccare per la sua intelligenza), il problema è che per rapportarsi con una donna pensante non serve il testosterone, ma il neurone, che nessuna laurea ti potrà mai dare.

Benedetta Tintillini

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