Lo Stendardo della SS. Trinità di Raffaello si fa bello per il MET

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In corso il restauro dello Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, rivelazione del giovane maestro urbinate, in vista dell’esposizione al Metropolitan Museum of Art di New York.

Lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, una delle più significative testimonianze della fase giovanile del maestro urbinate, si prepara a tornare protagonista sulla scena internazionale. Il 20 gennaio 2025 si è svolto un nuovo sopralluogo del Comune di Città di Castello presso l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) di Roma, dove è in corso l’importante intervento conservativo dell’opera, destinata a essere esposta al Metropolitan Museum of Art di New York nella grande mostra “Raphael, sublime poetry” (23 marzo – 28 giugno 2026).

Alla visita hanno partecipato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, che hanno potuto verificare direttamente lo stato di avanzamento dei lavori nel Laboratorio dipinti su tela dell’ICR, diretto dall’architetto Luigi Oliva. Il restauro si inserisce all’interno di un progetto condiviso con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, che affianca all’intervento conservativo un approfondito studio scientifico e diagnostico.

Lo Stendardo processionale, dipinto a olio su tela su due facce (166 x 94 cm per lato) e incorniciato da una struttura seicentesca, raffigura da un lato La Santissima Trinità con i santi Sebastiano e Rocco e dall’altro La Creazione di Eva. Datato tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, il Gonfalone rappresenta un’opera di straordinaria rilevanza storica e artistica: è infatti l’unica opera di Raffaello rimasta a Città di Castello e l’unico dipinto mobile del maestro conservato in Umbria.

Di proprietà del Comune di Città di Castello, lo Stendardo è considerato dagli studiosi un testo di eccezionale importanza, capace di rivelare già in nuce molte delle qualità che caratterizzeranno la produzione matura di Raffaello. Proprio per questo l’ICR ha accolto con grande interesse la proposta dell’amministrazione comunale di portare a compimento il restauro avviato nel 2021, inserendosi in una lunga e prestigiosa storia di interventi: dal restauro “storico” del 1952, diretto da Cesare Brandi, a quelli del 1983 (lato della Trinità) e del 2006 (lato della Creazione di Eva).

«Si tratta di un restauro innovativo rispetto ai precedenti – ha dichiarato il direttore dell’ICR Luigi Oliva – che mira a restituire una maggiore leggibilità e fruibilità dell’opera, fortemente compromessa dalle vicende storiche subite. A questo abbiamo affiancato un consistente studio scientifico e una campagna diagnostica con strumenti molto avanzati, con l’obiettivo di gettare nuova luce su questo straordinario saggio giovanile dell’Urbinate».

Il Metropolitan Museum of Art, che ha generosamente sostenuto l’intervento di restauro, ospiterà l’opera all’interno di una mostra di eccezionale rilievo, curata da Carmen Bambach, che presenterà oltre 200 opere provenienti dai maggiori musei internazionali, offrendo un percorso completo nella produzione artistica di Raffaello.

Il sindaco Luca Secondi ha espresso il proprio ringraziamento al direttore dell’ICR e all’ampio gruppo di lavoro composto da restauratori, storici dell’arte, fisici, chimici e specialisti della diagnostica: «Un contributo professionale di altissimo livello che arricchirà la conoscenza della fondamentale fase formativa del genio del Sanzio e valorizzerà ulteriormente l’opera, sia in occasione dell’esposizione newyorkese sia al suo rientro nella Pinacoteca comunale».

Soddisfazione anche da parte dell’assessore Michela Botteghi, che ha sottolineato come «il restauro rappresenti un intervento di tutela e valorizzazione di grande importanza. Come amministratori ci sentiamo fieri e responsabili di aver contribuito a un’operazione culturale così innovativa e significativa».

Al termine dei lavori, l’intervento di restauro e le ricerche scientifiche condotte saranno documentati in una pubblicazione approfondita, corredata da un ampio apparato fotografico, che contribuirà a consolidare il valore storico e artistico di un’opera chiave per comprendere l’alba del genio raffaellesco.

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