Il vino non è solo un prodotto della terra, ma un’eredità di valori che racchiude in sé storia, spiritualità e un preciso modo di abitare il mondo. È questo il messaggio potente che il progetto Stili di Vite di Umbria Top, la cooperativa che riunisce le eccellenze vitivinicole umbre, si appresta a portare al Vinitaly di Verona, salone internazionale del vino e dei distillati che si tiene a Verona dal 1967 e che quest’anno è previsto dal 12 al 15 aprile.
L’iniziativa, presentata nella mattinata del 31 marzo presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini, è una sfida coraggiosa: l’Umbria occuperà uno spazio di ben 1.700 metri quadri nel nuovo Padiglione D e non si tratterà solo di uno stand di assaggi, ma di un percorso fatto di immagini di paesaggi, volti di grandi personaggi della regione e parole d’autore, pensato per far sentire l’energia e, al tempo stesso, la pace contemplativa della nostra terra.
L’idea portante, racchiusa nel titolo stesso, si sviluppa in un allestimento capace di avvolgere il visitatore, come una narrazione corale che racconta l’identità di una regione intera, seguendo un filo conduttore che vuole unire il lavoro agricolo alla profondità della storia spirituale e artistica della regione. Grazie a design e grafica dello spazio espositivo di Umbria Top, a cura del creativo Carlo Guttadauro, linguaggi visivi differenti si fondono: elementi classici, di matrice pittorica e ispirati alla tradizione artistica umbra, si intrecciano con segni contemporanei, in un dialogo armonico tra passato e presente, rendendo omaggio a produttori e pionieri che in Umbria hanno fatto la storia del comparto, come Arnaldo Caprai, Maria Grazia Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani.
In questo intreccio tra passato e presente, trova spazio la pittura luminosa del Perugino, come metafora dell’equilibrio umbro, mentre i simboli della spiritualità regionale, dalla rosa di Santa Rita al giglio di Santa Chiara, fino alla regola di San Benedetto, richiamano una filosofia produttiva fatta di resilienza e purezza. Al centro di tutto, l’Ottocentenario di San Francesco, il cui Cantico delle Creature resta la chiave interpretativa più autentica del rapporto rispettoso tra uomo e natura.
Alle complessità geopolitiche e climatiche che il settore sta affrontando, l’Umbria risponde dunque con coraggio, passione e creatività: con i 45 espositori e gli oltre 40 appuntamenti in calendario all’importante evento di Verona che promuove il sistema vitivinicolo italiano coinvolgendo oltre 4.000 espositori e circa 150.000 visitatori ogni anno, il ‘cuore verde’ d’Italia non va solo per vendere bottiglie, ma per promuovere uno stile di vita fatto di cura, sobrietà e autenticità. Perché in ogni calice di vino umbro, in fondo, c’è il sapore di una terra che ha scelto di restare fedele a sé stessa, guardando al mondo con occhi contemporanei.
Maria Vittoria Grotteschi
