Sting inaugura Umbria Jazz 2026: Arena Santa Giuliana da record

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Bastano le prime note di Message in a Bottle perché l’Arena Santa Giuliana si trasformi in un unico grande coro. È così che Sting ha aperto ufficialmente Umbria Jazz 2026, regalando a Perugia una serata che resterà tra le più memorabili nella storia recente del festival. Oltre tredicimila spettatori hanno accolto il ritorno dell’artista britannico, alla sua terza apparizione a Umbria Jazz, per la prima data italiana del tour Sting 3.0.

Sul palco nessun artificio spettacolare: solo un trio essenziale, formato da Sting al basso e alla voce, dallo storico chitarrista Dominic Miller e dal batterista Chris Maas. Una scelta che mette al centro la musica, valorizzando un repertorio che attraversa quasi cinquant’anni di carriera senza perdere forza espressiva.

Il concerto si sviluppa come un viaggio attraverso i grandi classici dei Police e della produzione solista. Da Every Little Thing She Does Is Magic a Englishman in New York, da Fields of Gold a Shape of My Heart, fino all’energia di So Lonely e all’immancabile Every Breath You Take, ogni brano viene accolto con entusiasmo da un pubblico trasversale, composto da fan storici e da molti giovani che hanno voluto assistere dal vivo all’esibizione di una delle più grandi icone della musica internazionale.

Lontano dall’effetto nostalgia, Sting propone un concerto asciutto, dinamico e sorprendentemente contemporaneo. Il formato in trio rende gli arrangiamenti più essenziali, lasciando emergere la qualità della scrittura musicale e il dialogo continuo tra i tre musicisti. Dominic Miller cesella ogni intervento con eleganza, mentre Chris Maas sostiene il concerto con una batteria potente ma sempre misurata, offrendo a Sting una base ritmica solida sulla quale la sua voce continua a muoversi con naturale autorevolezza.

Il legame tra Sting e Umbria Jazz affonda le radici nel 1987, quando il musicista partecipò allo storico concerto con Gil Evans, e proseguì nel 2012. Tornare oggi sul palco di Santa Giuliana significa chiudere idealmente un cerchio, come lui stesso ha ricordato salutando il pubblico con un semplice ma significativo: «Siamo felici di essere qui per la terza volta».

Tra i momenti più intensi della serata spicca il finale. Dopo una coinvolgente Roxanne, Sting depone il basso, prende la chitarra acustica e affida a Fragile il compito di chiudere il concerto. Un’esecuzione raccolta, delicata, quasi sospesa, che riporta il silenzio in un’Arena fino a quel momento attraversata dall’energia del rock e del pop. È il congedo perfetto: pochi accordi, una melodia senza tempo e migliaia di persone ad ascoltare in religioso silenzio prima dell’ultima, lunga ovazione.

La serata ha segnato anche il debutto del nuovo grande palco dell’Arena Santa Giuliana e un risultato storico per il festival: il concerto ha registrato il record assoluto di presenze per una singola serata, confermando le grandi aspettative per un’edizione che si preannuncia tra le più partecipate di sempre.

L’apertura affidata a Sting rappresenta perfettamente lo spirito di Umbria Jazz: un festival capace di accogliere artisti provenienti da mondi musicali differenti, valorizzandone la qualità artistica e il dialogo con il linguaggio del jazz. Perugia riparte così da una leggenda della musica mondiale, inaugurando undici giorni nei quali la città tornerà ad essere uno dei principali punti di riferimento della scena musicale internazionale.

Giulio Pocecco

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