“Storie d’arte, percorsi di inclusione”: per una cultura davvero accessibile

percorsi di inclusione

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, la Fondazione CariPerugiaArte ha promosso l’incontro “Storie d’arte, percorsi di inclusione”, svoltosi mercoledì 3 dicembre 2025 nella suggestiva Sala delle Colonne di Palazzo Graziani. Un appuntamento partecipato, che ha posto al centro il valore dell’accessibilità culturale e la necessità di costruire reti solide per rendere la cultura un diritto condiviso.

A inaugurare i lavori è stato Luca Galletti, Presidente di Fondazione CariPerugia Arte, che ha ribadito il ruolo decisivo dell’ente nel promuovere da anni progetti dedicati all’inclusione. Galletti ha ricordato quanto sia fondamentale trasformare l’impegno in azioni concrete, capaci di incidere realmente nella vita delle persone e nella fruizione del patrimonio artistico.

All’incontro erano presenti rappresentanti istituzionali del Comune di Perugia, della Galleria Nazionale dell’Umbria e del Museo Statale Tattile Omero, insieme a operatori e protagonisti di esperienze significative nell’ambito della cultura accessibile. Sono intervenuti per i saluti istituzionali l’europarlamentare Marco Squarta, l’assessora alle Politiche Sociali Costanza Spera, la presidente della Commissione Welfare di Fondazione Perugia Simonetta Cesarini e il direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria Costantino D’Orazio, che ha da poco presentato il nuovo progetto di accessibilità della Galleria Nazionale.

Un momento particolarmente significativo è stato l’intervento di Aldo Grassini, presidente del Museo Statale Tattile Omero, realtà considerata un’eccellenza internazionale nell’accessibilità museale. Grassini ha ricordato l’importanza del “toccare l’arte” come forma di democratizzazione culturale, evocando l’esperienza rivoluzionaria del poter esplorare opere iconiche come la Pietà attraverso il tatto.

Fondazione Perugia ha rimarcato la forte partecipazione come segnale tangibile del valore del lavoro di rete: ogni progetto, anche il più innovativo, trova forza nella collaborazione, nel dialogo e nella condivisione di obiettivi comuni. Un impegno che Fondazione CariPerugia Arte porta avanti attraverso percorsi personalizzati, gruppi ristretti e una continua attenzione alle fragilità.

Spazio anche alle testimonianze degli operatori che animano quotidianamente i musei. Luana Procacci, della Cooperativa PPALCO, ha raccontato l’esperienza di accoglienza e gestione a Palazzo Baldeschi, descrivendo come lo spirito di squadra abbia trasformato lo spazio museale in un ambiente familiare e aperto. Grande attenzione è stata data inoltre al progetto realizzato dal Consorzio Amsonia, che per nove mesi ha accompagnato un gruppo di ragazzi con disabilità in attività e visite a Palazzo Baldeschi, favorendo un processo di familiarizzazione e benessere.

Fondazione Perugia ha poi ringraziato le numerose realtà che hanno contribuito nel tempo ad animare i musei: dalla Comunità Capodarco al centro diurno Kaos, dal Centro San Giuseppe al CAD di Madonna Alta, fino a molte altre associazioni del territorio.

Durante la serata è stato annunciato anche l’avvio, previsto per l’inizio del 2026, del progetto “Il Museo in Valigia”, risultato tra i vincitori del Bando Welfare Culturale 2024 della Regione Umbria tramite Sviluppumbria. L’iniziativa nasce per portare l’esperienza museale a chi non può raggiungerla, superando barriere fisiche, sociali ed economiche. Tra i primi partner figurano il Carcere di Capanne, la Caritas di Perugia, la residenza Fontenuovo, l’Università della Terza Età e vari centri già coinvolti nelle attività museali.

L’incontro si è concluso con la presentazione in anteprima dell’opera collettiva realizzata dai ragazzi e dalle ragazze che hanno partecipato ai laboratori annuali: un lavoro simbolico, capace di racchiudere lo spirito dell’iniziativa e ora esposto accanto all’opera originale da cui ha preso ispirazione.

Un evento che ha testimoniato, ancora una volta, come l’arte possa essere spazio di incontro, crescita e inclusione per tutti.

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