A Montefalco, nel cuore della terra del Sagrantino, prende forma un progetto che unisce memoria, visione e innovazione. È qui che nasce Tenuta Brancalupo, boutique winery immersa in 16 ettari di vigneti – affiancati da un oliveto – espressione autentica della passione vitivinicola della famiglia Lungarotti, protagonista indiscussa della valorizzazione dell’Umbria nel panorama enologico internazionale. Non a caso il celebre critico Hugh Johnson riconobbe alla famiglia il merito di aver “messo l’Umbria nella mappa dell’enologia mondiale”.
Fondata nel 2000 e oggi protagonista di un importante rinnovamento, Tenuta Brancalupo rappresenta una tappa cruciale del percorso evolutivo intrapreso dalla famiglia a partire dal 2024. Un progetto che ridefinisce stile, identità e approccio produttivo, restando però profondamente radicato nei valori del territorio.
Le radici affondano nella visione di Giorgio Lungarotti, pioniere della viticoltura moderna italiana e tra i primi a intuire il potenziale del Sagrantino come ambasciatore dell’Umbria, accanto al Sangiovese. Dopo la sua scomparsa nel 1999, il testimone è passato alle figlie, Chiara Lungarotti e Teresa Lungarotti, che hanno guidato l’azienda verso una nuova frontiera stilistica: vini più eleganti, armonici e capaci di esprimere piacevolezza già in gioventù.
“Il Sagrantino è un vitigno difficile da domare, ma capace di regalare soddisfazioni immense”, sottolinea Chiara Lungarotti. Una sfida affrontata con rigore, a partire dalla gestione del tannino in vigna, per ottenere vini equilibrati e accessibili senza rinunciare alla profondità.
Accanto al protagonista rosso, Tenuta Brancalupo punta anche su una varietà bianca autoctona di grande fascino: il Trebbiano Spoletino. Il debutto del Trebbiano Spoletino DOC 2024 – elegante, fresco e minerale – segna un passaggio strategico, ampliando una proposta finora focalizzata esclusivamente sui rossi e intercettando una crescente domanda di bianchi di nicchia.
La sostenibilità è un pilastro imprescindibile. La famiglia Lungarotti aderisce da anni al programma VIVA Sustainable Wine, promuovendo un’agricoltura consapevole che tutela qualità e ambiente. Una scelta concreta che ha portato anche a rivedere l’approccio biologico tradizionale, privilegiando pratiche ancora più efficaci nella riduzione dell’impatto ambientale. Il tutto si riassume nella filosofia delle “5 C”: campagna, cantina, cultura, comunità e continuità.
La cantina stessa, ricavata nella parte ipogea di una villa immersa nei vigneti, è stata ripensata come spazio di contemplazione e dialogo con il paesaggio umbro, evocando un’atmosfera quasi spirituale, in sintonia con l’anima francescana della regione. Qui prendono forma nuove esperienze enoturistiche dedicate a chi cerca autenticità e connessione profonda con il territorio.
Tenuta Brancalupo si inserisce nel più ampio percorso di rilancio dell’azienda, avviato con il “Progetto 1962” nel 2025: un ritorno alle origini che guarda al futuro, ispirato alla prima annata delle etichette simbolo Rubesco e Torre di Giano. Un progetto ambizioso che mira a portare nel mondo non solo i vini umbri, ma anche il loro stile di vita lento e identitario.
Completano questo racconto culturale realtà come il Museo del Vino e il Museo dell’Olivo e dell’Olio, testimonianze concrete dell’impegno della famiglia nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico e artistico.
Tenuta Brancalupo rappresenta così molto più di una cantina: è un progetto di continuità e visione, dove il vino diventa racconto di identità, paesaggio e futuro.
