Una nuova era si apre per la Ternana calcio: la famiglia Rizzo rileva il club e affida la presidenza alla figlia ventitreenne, prima donna al vertice della società.
Dopo mesi di trattative riservate e un avvio di stagione vissuto nell’incertezza, la Ternana ha ufficialmente un nuovo assetto societario. A rilevare la storica squadra rossoverde è la famiglia Rizzo, imprenditori romani già proprietari di un importante network di cliniche private tra la Capitale e altre città italiane.
Il collegamento con il progetto “stadio-clinica”, che negli ultimi anni ha alimentato più di una speculazione, è apparso immediato anche per i meno attenti alle vicende calcistiche. La conferenza stampa di presentazione, senza sbilanciarsi, ha lasciato intendere che proprio in quella direzione si muoveranno gli sviluppi futuri, mentre gli atti ufficiali di acquisizione chiariranno presto i dettagli dell’operazione.
Ma l’elemento che più colpisce sul piano simbolico e di costume è la nomina della nuova presidente: una giovane donna di 23 anni, figlia dell’investitore, che si troverà a guidare una società calcistica in un contesto ancora prevalentemente maschile. Un passaggio generazionale e di genere che segna una novità assoluta nella storia recente del club.
Al di là degli aspetti societari, resta centrale l’attesa dei tifosi: riportare la Ternana in categorie considerate più consone al blasone cittadino. La città sogna una squadra competitiva, capace di puntare a una promozione nel medio periodo. Le opinioni, però, divergono: Terni, alle prese con una crisi economica e culturale strutturale, non può affidare il proprio riscatto solo al pallone.
Eppure, in questo momento, il calcio torna ad essere collante identitario. Un plauso va riconosciuto a chi ha impedito alla società di scivolare verso un baratro che sembrava ormai inevitabile. I tifosi, intanto, hanno accolto con favore la nuova proprietà: il clima è di sincero benvenuto, con la speranza che questa svolta possa rappresentare non solo una salvezza, ma anche un rilancio.
Fabrizio Ricci Feliziani