Nel cuore di Terni, tra palazzi e traffico urbano, si innalza la Lancia di Luce, una delle opere più rappresentative della città, realizzata nel 1995 dallo scultore Arnaldo Pomodoro. Alta circa trenta metri e composta interamente in acciaio, questa imponente struttura non è solo un monumento artistico, ma un vero e proprio simbolo identitario.
La scultura colpisce per la sua forma slanciata, che sembra perforare il cielo, e per la complessità delle sue superfici. Alla base, l’acciaio appare scuro, frammentato, quasi caotico: richiama la materia grezza, il lavoro industriale, la forza della produzione siderurgica che ha segnato la storia di Terni. Salendo verso l’alto, la struttura si fa più ordinata e luminosa, fino alla punta, sottile e protesa verso l’alto, che rappresenta idealmente il progresso e la tensione verso il futuro.
Non è un caso che l’opera sia stata realizzata proprio qui. Terni è da sempre città dell’acciaio, e la Lancia di Luce nasce anche grazie al contributo delle maestranze locali, diventando così il risultato concreto dell’incontro tra arte e industria. In questo senso, il monumento non è soltanto collocato nello spazio urbano, ma ne interpreta profondamente l’anima.
Oggi la Lancia di Luce è uno dei simboli più riconoscibili della città. Di giorno si impone con la sua forza materica, mentre di notte, illuminata, assume un carattere quasi evocativo. È una presenza che racconta passato, presente e futuro: la memoria industriale, la capacità di trasformazione e la volontà di guardare avanti.
In un’unica forma verticale, Terni ritrova così la propria storia e la propria visione.
Fabrizio Ricci Feliziani
