Chi attraversa il giardino della Passeggiata, uno dei luoghi verdi più frequentati di Terni, prima o poi si imbatte in una figura di pietra che da sempre incuriosisce grandi e piccoli: è la cosiddetta “Zuccona”, una piccola scultura che da generazioni fa parte del paesaggio quotidiano del parco.
La statua rappresenta una figura fantastica con corpo leonino e testa umana, una sorta di sfinge stilizzata scolpita nella pietra. Il volto è arrotondato e segnato dal tempo, mentre il corpo, robusto e compatto, poggia su quattro zampe. L’aspetto oggi appare consumato dagli anni e dagli agenti atmosferici, ma proprio questa patina del tempo contribuisce al suo fascino.
La Zuccona si trova all’interno della Passeggiata, vicino all’area giochi. Attorno ad essa si svolge la vita normale del parco: bambini che giocano, famiglie sedute sulle panchine, passeggiate tra gli alberi. Spesso il basamento della statua è circondato da piccoli segni delle feste dei più piccoli, come coriandoli o foglie cadute, elementi che testimoniano quanto questo spazio sia vissuto dalla comunità.
Nel tempo la Zuccona è diventata un piccolo simbolo popolare del giardino pubblico ternano. Molti ternani la ricordano fin dall’infanzia: una presenza silenziosa, quasi misteriosa, che accompagna i pomeriggi alla Passeggiata. Il soprannome stesso, “Zuccona”, deriva probabilmente dalla forma tondeggiante della testa della figura, che richiama appunto una grande “zucca”.
Non si tratta di un grande monumento artistico, ma piuttosto di un elemento curioso del patrimonio urbano, parte della memoria affettiva della città. In un parco nato nell’Ottocento e diventato nel tempo uno dei luoghi più identitari di Terni, anche questa piccola scultura contribuisce a creare quell’atmosfera familiare che molti cittadini riconoscono subito.
Così la Zuccona continua a restare lì, immobile tra gli alberi della Passeggiata, osservando silenziosamente il passare delle stagioni e delle generazioni. Una presenza discreta, ma ormai inseparabile dalla storia quotidiana del parco.
Fabrizio Ricci Feliziani
