Todi celebra Alicja Kwade tra arte, tempo e percezione

alicja kwade

Inaugurata a Todi la mostra di Alicja Kwade, tra Piazza del Popolo e la Sala delle Pietre. Un progetto internazionale che rinnova la vocazione della città all’arte contemporanea e il dialogo con l’eredità di Beverly Pepper

Todi torna a essere un laboratorio privilegiato per l’arte contemporanea internazionale. È stata inaugurata ieri, 28 agosto, la mostra “Alicja Kwade. ParaPosition”, progetto espositivo promosso dalla Fondazione Progetti Beverly Pepper in collaborazione con il Comune di Todi, con il sostegno di Fondazione Perugia e di Colacem/Colabeton come sponsor tecnico.

Un appuntamento di particolare rilievo, che si inserisce nel percorso avviato a Todi nel 1979 con le celebri Todi Columns di Beverly Pepper e proseguito negli anni attraverso le opere di grandi protagonisti della scena contemporanea, da Arnaldo Pomodoro a Fabrizio Plessi, da Mark di Suvero a Ian Davenport.

Il cuore del progetto è ParaPosition, 2024, monumentale installazione collocata in Piazza del Popolo, dove telai d’acciaio intrecciati sorreggono enormi massi di pietra apparentemente sospesi nello spazio. Alla base, una solitaria sedia in bronzo introduce la dimensione umana in un equilibrio volutamente precario.

La materia sembra sul punto di precipitare, ma resta sospesa. La gravità diventa così una presenza fisica e, allo stesso tempo, una domanda filosofica. L’opera costringe il visitatore a mettere in discussione ciò che vede e ciò che considera certo.

È proprio questa la cifra della ricerca di Alicja Kwade, artista nata a Katowice nel 1979 e oggi tra le figure più accreditate dell’arte contemporanea internazionale, con opere presenti in prestigiose collezioni e installazioni realizzate, tra gli altri, al Metropolitan Museum of Art di New York e a Place Vendôme a Parigi.

Il percorso prosegue nella Sala delle Pietre, dove fino al 4 ottobre sono raccolte alcune delle opere più significative della ricerca dell’artista.

Tra queste Against the Run (Dual), una monumentale scultura-orologio nella quale il quadrante ruota all’indietro mentre le lancette continuano a segnare correttamente l’ora. Un cortocircuito percettivo che altera la nostra relazione con la misura del tempo.

E poi 88 seconds, una delle opere più celebri di Kwade: una successione di anelli in acciaio inossidabile sembra descrivere nello spazio la traiettoria di un movimento, fino all’arresto dell’ultimo anello sul pavimento.

Sono opere che non offrono risposte immediate. Al contrario, chiedono al pubblico di fermarsi, osservare e interrogarsi.

Particolarmente significativa la riflessione di Elisa Veschini, presidente della Fondazione Progetti Beverly Pepper, che ha sottolineato il valore di un percorso che, partito nel 1979 con Beverly Pepper, continua oggi a costruire un ponte tra passato e futuro.

«È una mostra non facile – ha osservato Veschini – perché toglie tutte le certezze». E proprio per questo l’arte contemporanea assume una funzione educativa: «Todi si svela per la sua bellezza, per la sua apertura e curiosità».

La presidente ha evidenziato anche la particolarità di ospitare un’artista donna e giovane, con una ricerca sofisticata e profondamente legata alla percezione, al tempo e alla gravità. Una mostra capace di parlare a ciascuno in maniera diversa, in relazione anche al proprio stato d’animo.

Il tempo, nella poetica di Kwade, diventa quasi un’esperienza fisica: un invito ad ascoltarne il fluire, a entrare nel silenzio e a percepire quel ritmo che, inevitabilmente, si intreccia con il battito del nostro cuore.

Alla cerimonia è intervenuto anche Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, che ha sottolineato il valore dell’incontro tra la storia millenaria di Todi e i linguaggi dell’arte contemporanea.

«È un piacere vedere come una città d’arte antica possa dialogare con quella contemporanea», ha affermato, richiamando il ruolo dell’arte quale strumento capace di circolare liberamente e di diventare anche una forma di diplomazia culturale.

Guardando l’opera di Kwade, Mollicone ha posto l’accento sulla sua capacità di interrogare lo spettatore: una rappresentazione di altissimo contenuto filosofico, nella quale il peso della materia sembra aspirare alla caduta senza mai compierla. Il tempo, ha osservato, viene in qualche modo sublimato nell’istante.

Nel suo intervento, il sindaco Antonino Ruggiano ha ricordato la scommessa compiuta quarant’anni fa con le Todi Columns di Beverly Pepper e il lungo percorso che ha portato la città a consolidare la propria identità di luogo internazionale per la scultura contemporanea.

Un percorso che, ha sottolineato, non è stato semplice e che richiede scelte culturali precise.

Il sindaco ha voluto ricordare anche Fabrizio Plessi, scomparso pochi giorni fa, sottolineando il legame con una stagione importante dell’arte contemporanea a Todi.

«Siamo uomini fortunati – è stato il senso del suo intervento – per aver ereditato una città come Todi». Una fortuna che comporta però una responsabilità: guardare al passato non per rimanervi ancorati, ma per costruire il futuro.

E proprio Piazza del Popolo, con i suoi secoli di storia, diventa oggi il luogo ideale di questo confronto. Le pietre della città sono esse stesse segni del tempo; l’arte contemporanea li rende nuovamente visibili e invita a guardare il presente con la consapevolezza della bellezza ricevuta in eredità.

È questo, in fondo, il filo rosso che lega Alicja Kwade a Beverly Pepper. Due linguaggi profondamente diversi, ma una comune idea della scultura come esperienza e relazione.

Come ha ricordato il curatore Marco Tonelli, le installazioni di Kwade trasformano il luogo in un dispositivo percettivo nel quale il pubblico non è semplice osservatore, ma parte dell’opera. Spazio, tempo, gravità e materia vengono continuamente messi in discussione.

Un’idea che dialoga idealmente con quella di “arte connettiva” elaborata da Beverly Pepper: la scultura come elemento capace di mettere in relazione opera, paesaggio e comunità.

La mostra di Alicja Kwade rappresenta dunque un nuovo capitolo di questa storia. La prima artista donna dopo Beverly Pepper a esporre in Piazza del Popolo, ma soprattutto una presenza capace di proiettare ancora una volta Todi nel circuito internazionale dell’arte contemporanea.

A rafforzare il legame con il Todi Festival, inoltre, Alicja Kwade ha firmato il manifesto della 40ª edizione della manifestazione fondata e diretta da Silvano Spada.

La mostra nella Sala delle Pietre sarà visitabile fino al 4 ottobre 2026, mentre ParaPosition resterà in Piazza del Popolo fino al 25 ottobre.

Un doppio appuntamento nel quale Todi, ancora una volta, affida all’arte il compito di rendere visibile il tempo, interrogare il presente e, soprattutto, immaginare il futuro.

Benedetta Tintillini

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