Todi Festival chiude con Banfi: 10mila presenze e sguardo al 2026

todi festival 2025

Il Todi Festival 2025 si chiude con Lino Banfi e registra 10mila presenze in nove giorni. Successo per la 39ª edizione diretta da Silvano Spada, che pensa già al 2026.

Con un lungo applauso al “nonno d’Italia” Lino Banfi, si è chiusa la 39ª edizione del Todi Festival, che in nove giorni ha richiamato diecimila spettatori tra teatri sold out e spazi restituiti alla cultura. Una rassegna che ha celebrato il ritorno del suo fondatore e direttore artistico Silvano Spada, capace di ridare slancio e visione a uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale umbro.

“Questa edizione è stata una lunga festa ed è proprio quello che desideravo. Sono entusiasta dell’accoglienza della città e del successo di pubblico arrivato da tutta Italia. Da domani si comincia a pensare al 2026”, ha dichiarato Spada a bilancio concluso.

Soddisfazione anche nelle parole del sindaco Antonino Ruggiano: “I contenuti, le presenze e l’attenzione dei media sono stati degni di nota. Il ritorno di Spada è stato accompagnato da sponsor di peso come Enel e Philip Morris. Di più non ci si poteva aspettare”.

Lino Banfi e il gran finale

Protagonista assoluto della serata conclusiva, Lino Banfi ha scelto Todi per tornare dal vivo dopo trent’anni, con lo spettacolo Passaggi a livello insieme a Pino Strabioli. Tra aneddoti, ricordi e un omaggio a Pippo Baudo, il comico pugliese ha regalato emozioni e risate al pubblico. In prima fila anche il presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, che ha sottolineato il ruolo del festival come esempio di “soft power culturale per l’Italia”.

I momenti più apprezzati

Ad aprire il cartellone, il varietà omaggiato dal The Festival Show, seguito dalla standing ovation per Milena Vukotic. Emozione al Nido dell’Aquila per Pietro Orlandi, fratello, con Valerio Di Benedetto diretto da Giovanni Franci. Grande consenso anche per Antigone non muore di Clara Galante ed Elena Croce in Maria José, l’ultima regina d’Italia.

Il festival ha dato spazio anche alle nuove generazioni, dal tema degli hikikomori raccontato da Bruno Petrosino al successo del collettivo Generazione Disagio con Dopodiché stasera mi butto. La donna è stata protagonista in numerosi lavori, dal documentario Le donne e il carcere di Lucilla La Puma, all’omaggio ad Alda Merini fino alla presenza leggendaria di Eddie Hawkins, ultranovantenne fondatore dei Folkstudio Singers.

Con 10mila presenze, un cartellone trasversale e un finale dal sapore storico, il Todi Festival 2025 si conferma come una delle rassegne culturali di punta del Centro Italia. E già si guarda con attesa al 2026.

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