È iniziata nel segno della meraviglia la 40ª edizione del Todi Festival, inaugurata ieri sera al Teatro Comunale con Dante’s Hell, la nuova creazione di Emiliano Pellisari per NoGravity Theatre, con la coreografia e la co-regia di Mariana P. Uno spettacolo nel quale danza, acrobazia, illusione, musica e luce si sono fuse per dare vita a una rilettura visiva dell’Inferno dantesco.
Una scelta, quella del direttore artistico Silvano Spada, particolarmente significativa per aprire un’edizione che celebra quarant’anni di storia: affidare l’esordio a un linguaggio scenico capace di stupire e, al tempo stesso, di confrontarsi con uno dei testi fondanti della cultura italiana.
E Dante’s Hell ha pienamente raccolto la sfida, conquistando il pubblico con un’esperienza teatrale sospesa tra realtà e sogno. I danzatori di NoGravity Theatre, attraverso un sofisticato lavoro sul corpo e sull’illusione ottica, sembravano sottrarsi alle leggi della gravità, trasformandosi ora in figure fluttuanti, ora in vere e proprie architetture umane.
Ma a rendere ancora più suggestiva la serata è stata la particolare soluzione scenografica dello specchio obliquo, capace di moltiplicare e deformare la percezione delle immagini. Le coreografie, riflesse sulla superficie inclinata, sembravano così staccarsi dal palcoscenico e galleggiare in una dimensione altra, onirica, regalando al pubblico immagini di grande forza poetica.
È proprio in questo gioco tra corpo reale e riflesso, tra ciò che accade sulle assi del palcoscenico e ciò che l’occhio percepisce nello specchio, che lo spettacolo ha trovato una delle sue cifre più affascinanti. La fatica fisica degli interpreti scompariva dietro la leggerezza apparente dei movimenti, mentre le composizioni corporee diventavano immagini quasi impossibili.
Il viaggio nell’Inferno dantesco ha condotto progressivamente verso una dimensione di bellezza e sospensione, fino alla potente apparizione finale di Lucifero, costruito scenicamente attraverso una torre di corpi intrecciati, completata dall’effetto dei ventagli trasformati in ali di pipistrello.
La serata inaugurale non è stata però soltanto teatro. Il quarantesimo Todi Festival ha voluto sottolineare fin dal primo appuntamento il proprio legame con la città e con le sue realtà economiche e produttive, in un rapporto virtuoso tra cultura, territorio e tessuto commerciale.
Un gesto semplice ma particolarmente elegante ha accompagnato l’ingresso delle signore: una rosa rossa in omaggio, offerta grazie alla collaborazione con lo storico fiorista Serafini, presenza legata da anni alla vita della città. Un piccolo dettaglio che ha contribuito a rendere ancora più speciale l’atmosfera della serata e che racconta concretamente come un grande appuntamento culturale possa coinvolgere e valorizzare le realtà locali.
D’altra parte, è proprio questo uno degli elementi che caratterizzano il Festival: non una manifestazione semplicemente ospitata a Todi, ma un evento che ambisce a vivere la città e a farsi vivere dalla città, intrecciando spettacolo, commercio, accoglienza e partecipazione.
Con Dante’s Hell, dunque, il sipario sulla quarantesima edizione si è alzato nel modo più suggestivo possibile: un viaggio nell’Inferno diventato sogno, nel quale i corpi hanno sfidato la gravità e lo specchio ha moltiplicato la magia.
E mentre il pubblico lasciava il Teatro Comunale, era forse proprio quell’immagine riflessa, sospesa e quasi irreale, a rimanere più impressa: il teatro che, per una sera, ha smesso di essere soltanto spazio fisico per diventare un luogo dell’immaginazione.
La 40ª edizione del Todi Festival, in programma fino al 6 settembre, è così entrata nel vivo con un’apertura capace di unire la grande tradizione della manifestazione alla contemporaneità di un linguaggio scenico internazionale.
Benedetta Tintillini
