Dal 15 al 17 maggio 2026 torna Todi Fiorita: tre giorni tra florovivaismo, eventi culturali, musica e iniziative dedicate alla sostenibilità nel centro storico di Todi.
A metà maggio l’architettura medievale di Todi sembra cedere il passo a una pacifica invasione botanica: dal 15 al 17 l’edizione 2026 di Todi Fiorita, per la 17esima volta trasforma Piazza del Popolo e i vicoli più nascosti del centro in un laboratorio a cielo aperto, dove il florovivaismo dialoga con la storia e la sensibilità contemporanea. La manifestazione, curata dall’associazione VerdeTodi sotto la guida di Gabriella Giammarioli, quest’anno distilla un programma che va ben oltre l’esposizione di settore. È un’opera corale che chiama a raccolta vivaisti da tutta Italia, ma che trova la sua vera forza nella partecipazione delle energie più vive della città.
Il sipario si alza venerdì 15 maggio con un omaggio alle generazioni future. L’inaugurazione dell’aiuola ‘Fioriamo con l’arte’ presso Porta Fratta è il risultato di un percorso didattico che ha visto i bambini della scuola primaria cimentarsi nella rigenerazione urbana. È un segnale chiaro: la tutela della biodiversità, tema centrale del concorso pittorico promosso dallo storico partner ETAB, parte dallo sguardo dei più piccoli per diventare coscienza collettiva. Sabato 16 maggio il baricentro si sposta verso la riscoperta di una geografia del silenzio. Mentre il Lions Club affida alle piante di ulivo un messaggio civile di pace e cura del creato, la città si svela attraverso percorsi inediti, dalle passeggiate tra i ‘giganti silenziosi’ del verde urbano fino all’apertura eccezionale di un giardino storico in Vicolo Bello. Todi invita a una lentezza contemplativa che raramente ci è concessa.
L’intreccio tra natura e linguaggi artistici prosegue nel pomeriggio di sabato con le armonie dell’Ensemble Crispolti-Della Giacoma in Piazza Garibaldi, per poi trovare il suo epilogo ideale domenica 17 maggio al Teatro Comunale. Qui, lo spettacolo “Tutto qui” fonderà musica e recitazione, suggellando una tre giorni che vede l’intera città punteggiata dalle installazioni di Silvia Ranchicchio e dalle esposizioni di Gianni Bagli, Lidia Nizzo e Antonella Padovani. In questo mosaico di vetrine fiorite e installazioni diffuse, Todi Fiorita si conferma un appuntamento in cui la natura smette di essere semplice decorazione per farsi, a tutti gli effetti, espressione culturale.
Maria Vittoria Grotteschi
