A due anni dal perfezionamento della vendita da parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, si avvicina per lo storico palazzo di piazza del Popolo a Todi il momento della riqualificazione e della rifunzionalizzazione. L’edificio, per oltre un secolo sede della Banca Popolare di Todi, si prepara infatti a una nuova vita grazie al progetto presentato nelle scorse settimane dalla società della famiglia Balestra, proprietaria dell’immobile.
Un intervento destinato a restituire pieno valore a uno degli edifici più significativi affacciati sulla piazza tuderte, senza alterarne l’aspetto esterno. La facciata, adiacente al Palazzo del Capitano, sarà infatti oggetto di interventi di restauro puntuali, pensati per recuperarne la coerenza con l’impianto ottocentesco originario.
“La commissione edilizia comunale – evidenzia il sindaco di Todi Antonino Ruggiano – ha approvato senza prescrizioni quanto proposto, anche in considerazione della approfondita relazione presentata dalla nuova proprietà attraverso l’architetto Diego Cacciamani dello Studio A25”.
Quasi duemila metri quadrati nel cuore di Todi
L’interesse per il futuro dell’ex sede bancaria è particolarmente alto in città. Non soltanto per il ruolo che l’edificio ha ricoperto nella storia economica di Todi, rappresentando per decenni un punto di riferimento per famiglie e imprese del territorio, ma anche per la sua posizione strategica, nel cuore di una delle piazze medievali più celebri e suggestive d’Italia.
La superficie dell’immobile sfiora i 2.000 metri quadrati, distribuiti su quattro piani. Un patrimonio edilizio importante, destinato ad accogliere una nuova funzione capace di incidere anche sul tessuto economico e occupazionale locale.
Ed è proprio sulla futura destinazione che si concentra gran parte dell’attesa. Il progetto prevede infatti la realizzazione di una struttura di ospitalità turistica di alta gamma, con suite di elevato livello.
“Quello che sento di poter anticipare, nel rispetto della proprietà, con la quale fin da subito si è instaurato un proficuo rapporto di informazione e condivisione – spiega ancora Ruggiano – è che la città potrà finalmente contare su una struttura di ospitalità turistica di grandissima qualità caratterizzata da suite di altissimo livello”.
Una scelta che, secondo il primo cittadino, va nella direzione di completare e qualificare ulteriormente l’offerta ricettiva di Todi, intercettando una domanda in crescita, in particolare da parte del turismo internazionale.
Il cantiere potrebbe partire entro la fine dell’anno
Sul fronte dei tempi, i primi lavori preliminari dovrebbero prendere il via entro la fine del 2026. Prima dell’apertura del cantiere, tuttavia, il palazzo manterrà ancora per qualche giorno una delle sue funzioni più recenti: quella di spazio per iniziative culturali.
Come già avvenuto lo scorso anno, infatti, la proprietà ha concesso al Todi Festival l’utilizzo temporaneo del salone al primo piano. Lo spazio ospiterà incontri e presentazioni dal 27 agosto al 6 settembre, in occasione della manifestazione.
Non è ancora definito il cronoprogramma complessivo della ristrutturazione, né è stata indicata una data ufficiale per l’avvio della nuova attività. Considerata la complessità dell’intervento e le dimensioni dell’immobile, è comunque plausibile ipotizzare l’apertura della struttura tra la fine del 2027 e la primavera del 2028.
Un nuovo investimento nel futuro della città
Il recupero dell’ex sede della Banca Popolare rappresenta dunque un intervento di particolare rilievo per Todi, sia sotto il profilo architettonico sia per le possibili ricadute economiche e turistiche.
“Quel che è importante – conclude il sindaco Ruggiano – è il segnale di una città in crescita, capace di attrarre investimenti importanti per progetti ambiziosi come questo. Non è il solo, se ne vanno concretizzando altri che avvalorano il momento particolarmente favorevole per Todi e il suo territorio”.
Lo storico palazzo di piazza del Popolo si prepara così a lasciare definitivamente alle spalle la sua lunga storia bancaria per diventare un nuovo punto di riferimento dell’ospitalità tuderte, mantenendo intatto il rapporto con il patrimonio architettonico e con il paesaggio urbano che lo circonda.
