Il turismo termale italiano si conferma uno dei comparti più dinamici e promettenti dell’industria turistica nazionale. Secondo i dati presentati al convegno “Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato”, per il 2025 sono stimate 24 milioni di presenze nelle località termali italiane, con una spesa complessiva che supera i 5 miliardi di euro per soggiorni dedicati alla salute e al benessere. Un risultato rilevante, sostenuto in larga parte dal turismo internazionale, che rappresenta circa il 60% dei flussi.
Internet si afferma come principale strumento di scelta e prenotazione: 8 turisti su 10 decidono sulla base delle informazioni reperite online, dei social network, delle recensioni e delle offerte promozionali. Il web influenza direttamente oltre il 50% dei viaggiatori, mentre i social risultano decisivi per il 42,5% dei turisti termali.
Tra i fattori che orientano la scelta della destinazione emergono, oltre alla qualità delle acque e dei trattamenti, il rapporto qualità/prezzo, indicato come determinante da 1 turista su 2, e la notorietà del marchio territoriale, che attrae 2 visitatori su 5. Significativo anche il fenomeno dei “repeater”: 6 turisti su 10 tornano nella stessa località e nella medesima struttura, segno di un’elevata fidelizzazione.
Un segmento in particolare traina la crescita: quello dei turisti “alto-spendenti”. Un visitatore su due rientra in questa categoria, con una spesa media di 256 euro al giorno, circa 90 euro in più rispetto al turista termale medio. Si tratta soprattutto di Millennials (30,8%), che viaggiano prevalentemente in coppia (49,4%) o con amici (17,5%) e scelgono località capaci di offrire percorsi integrati di benessere, trattamenti personalizzati e servizi di alta qualità.
“I dati presentati oggi confermano che il turismo termale è un comparto in forte evoluzione capace di generare decisivo valore economico per i territori”, ha dichiarato Renzo Iorio, Presidente di Federterme Confindustria. “La nuova offerta deve puntare su qualità, personalizzazione e integrazione tra salute, prevenzione e benessere, in una logica complementare al sistema sanitario. La sfida è rafforzare il posizionamento delle destinazioni italiane lungo tutto l’arco dell’anno”.
Sulla stessa linea Loretta Credaro, Presidente ISNART, che ha sottolineato come il settore abbia avviato “un processo di rivitalizzazione” grazie a investimenti in infrastrutture, servizi accessori e branding digitale. “Per sostenere questo cambiamento – ha aggiunto – è necessaria una politica di sistema e una possibile defiscalizzazione delle spese termali, sul modello di altri Paesi europei”.
In chiusura dei lavori, il Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha ribadito il valore strategico del termalismo: “Rappresenta un fiore all’occhiello del turismo italiano. Con il disegno di legge presentato puntiamo a tutelare e rilanciare il settore, creando distretti termali capaci di integrare servizi sanitari, turistici ed economici, generando sviluppo e indotto per i territori”.
Il turismo termale si conferma così non solo una leva economica, ma anche un modello di turismo sostenibile e destagionalizzato, capace di coniugare benessere, prevenzione e valorizzazione delle eccellenze italiane.
