Umbria 100% si chiude con la stella Michelin Andrea Impero

andrea impero

Si è conclusa nel segno dell’alta cucina la rassegna “Umbria 100% – La Qualità che si Sente. Interpreti d’Eccellenza”, il progetto promosso da Confcooperative Umbria nell’ambito di Umbria Jazz 2026, affidando il gran finale a Andrea Impero, executive chef di Elementi Fine Dining, il ristorante una stella Michelin del Borgobrufa Spa Resort.

Dopo una settimana di appuntamenti dedicati alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari cooperative umbre, il percorso si è chiuso con una cena che ha rappresentato la sintesi della filosofia dell’iniziativa: partire dalle migliori materie prime del territorio per raccontare una cucina contemporanea, capace di dialogare con culture gastronomiche internazionali senza perdere la propria identità.

L’intero ciclo di cene è stato organizzato da Confcooperative Umbria, con il coordinamento e la moderazione del critico gastronomico Luigi Cremona e della giornalista Lorenza Vitali, protagonisti di un format che ha messo al centro il rapporto tra produttori, chef e pubblico.

Una cucina che custodisce il territorio e guarda lontano

La scelta di affidare la chiusura della rassegna ad Andrea Impero non è stata casuale. Lo chef rappresenta oggi una delle espressioni più autorevoli della cucina umbra contemporanea, capace di trasformare i prodotti locali in un linguaggio gastronomico internazionale.

Nel menu ideato per “Umbria 100%”, la Chianina IGP, il tartufo nero, il Caciottone IGP di Norcia, il caprino di Colforcella e altre eccellenze umbre sono diventati gli ingredienti di un racconto fatto di memoria, ricerca e contaminazione, dove le tecniche della cucina francese si intrecciano con suggestioni mediterranee ed esotiche.

Il sottobosco che racconta le stagioni

Ad aprire il percorso è stato “Sottobosco”, un crudo di Chianina IGP accompagnato da conserve di bosco e tartufo nero.

Un piatto che sintetizza perfettamente la filosofia dello chef: utilizzare tecniche di conservazione come fermentazioni, essiccazioni, maturazioni e conserve non solo per prolungare la vita degli ingredienti, ma per custodire il patrimonio di biodiversità del territorio e conservarne intatti profumi, sapori e identità, per una cucina che interpreta la conservazione come atto culturale oltre che gastronomico.

L’incontro tra Francia e Umbria

Con “Sopra la panca, Capra e Cavoli”, Andrea Impero ha proposto gnocchi di cavolo lavorati con tecnica alla parigina, accompagnati dal caprino di Colforcella, dal Caciottone IGP di Norcia e dal limone.

Un piatto che dimostra come le tecniche dell’alta cucina francese possano valorizzare ingredienti profondamente umbri, dando vita a una proposta elegante, moderna e perfettamente riconoscibile.

“Tropical Jazz”, il dolce omaggio al festival

Il finale è stato affidato a “Tropical Jazz”, dessert ispirato alla manifestazione musicale che ogni estate porta Perugia al centro della scena internazionale.

Il biscotto al cocco con il cioccolato di Marco Colzani incontra frutti tropicali lavorati in osmosi con le spezie, dando vita a un dolce che richiama idealmente l’incontro tra culture diverse, proprio come accade sul palco di Umbria Jazz.

Gli abbinamenti con i vini umbri

Ad accompagnare il percorso gastronomico una selezione di etichette regionali che hanno valorizzato ogni portata:

Corali Viognier Umbria IGP 2025 della Cantina Vetunna;
Todi Grechetto DOC 2025 della Cantina Tudernum;
Divina Villa Trasimeno Gamay DOC 2024 della Cantina Duca della Corgna.

Una scelta che ha confermato la volontà della rassegna di raccontare l’Umbria nella sua interezza, mettendo in dialogo cucina, vino e produzioni cooperative.

Il bilancio della rassegna

Con la cena firmata da Andrea Impero si conclude un progetto che, durante Umbria Jazz 2026, ha portato alcuni dei migliori interpreti della cucina regionale a confrontarsi con le eccellenze agroalimentari umbre, dimostrando come tradizione e innovazione possano convivere.

Il messaggio lasciato da “Umbria 100% – La Qualità che si Sente” è chiaro: i prodotti del territorio non sono soltanto testimonianze della tradizione, ma rappresentano il punto di partenza per una cucina contemporanea, capace di parlare un linguaggio internazionale senza rinunciare alle proprie radici.

La chiusura affidata ad Andrea Impero ha così suggellato il successo di una rassegna che ha saputo raccontare un’Umbria autentica, dinamica e aperta al mondo, dove la qualità delle materie prime continua a essere il fondamento di una gastronomia in continua evoluzione.

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