Umbria Jazz continua a crescere e chiude la sua 53ª edizione con numeri mai raggiunti prima. Il festival internazionale, che per dieci giorni ha trasformato Perugia in una capitale mondiale della musica, ha fatto registrare oltre 46.000 biglietti venduti e più di 3 milioni di euro di incasso al botteghino, superando nettamente il precedente primato del 2024, quando erano stati staccati 42.035 biglietti per un incasso di 2,38 milioni di euro. Un incremento del 26% che certifica l’ottimo stato di salute della manifestazione ideata da Carlo Pagnotta e la sua crescente attrattività internazionale.
Dietro i numeri c’è un’edizione che ha saputo coniugare grandi nomi, qualità artistica e una straordinaria partecipazione popolare. Sono stati 500 i musicisti coinvolti, riuniti in 80 band, con una media di 28 appuntamenti al giorno distribuiti tra teatri, piazze, club e l’Arena Santa Giuliana. Sold out tutti i 29 concerti a pagamento ospitati al Teatro Morlacchi e alla Sala Podiani, mentre i quasi 160 eventi gratuiti hanno animato il centro storico richiamando migliaia di persone. Oltre 10.000 spettatori hanno partecipato al concerto inaugurale di Serena Brancale, confermando il ruolo centrale della musica dal vivo anche negli spazi aperti della città.
Sul piano artistico, Umbria Jazz ha confermato la propria identità, capace di spaziare dal jazz più autentico alle contaminazioni con soul, blues, gospel e pop internazionale. Sul palco si sono alternati artisti come Sting, Zucchero, Gilberto Gil, Snarky Puppy, Kingfish, Elvis Costello, accanto a protagonisti del jazz contemporaneo quali Cécile McLorin Salvant, Charles Lloyd, Jason Moran, Brandee Younger, Immanuel Wilkins ed Ethan Iverson. Grande successo anche per gli spettacoli gratuiti che hanno visto tra i protagonisti Jonté Mayon, capace di conquistare il pubblico con un coinvolgente omaggio alle grandi voci della black music, e Alan Harris, interprete del miglior blues americano.
Il festival si conferma anche una straordinaria macchina culturale e organizzativa. Oltre 700 bambini hanno partecipato alle attività di UJ4Kids insieme alle loro famiglie, mentre 200 studenti hanno preso parte alle prestigiose Berklee Clinics, uno dei progetti formativi più importanti del panorama musicale internazionale. Da segnalare anche il successo della nuova linea di merchandising ufficiale, tornata sotto la gestione diretta della Fondazione, con la collezione Limited Edition andata esaurita in poche ore.
Importanti anche i risultati sul fronte della comunicazione. Oltre 60 testate giornalistiche accreditate hanno seguito il festival, mentre i canali social di Umbria Jazz hanno superato gli 8,5 milioni di visualizzazioni, acquisendo più di 10.000 nuovi follower. Rai Cultura dedicherà all’edizione 2026 uno speciale di un’ora, Notti Jazz – Speciale Umbria Jazz 2026, in onda su Rai5 a settembre, mentre Radio Monte Carlo ha trasmesso oltre 120 ore di diretta dal cuore di Perugia.
A confermare il valore della manifestazione arrivano anche i dati del rapporto SIAE 2025, secondo cui l’Umbria è la regione italiana con la più alta spesa media per spettatore nei concerti jazz, il maggior introito medio per spettacolo e il più elevato livello di concentrazione economica del settore, grazie proprio al prestigio internazionale di Umbria Jazz.
Archiviata un’edizione da record, lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento: Umbria Jazz Winter tornerà a Orvieto dal 30 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027, con un cartellone che vedrà protagonisti, tra gli altri, Brad Mehldau, il John Pizzarelli Trio e l’Eric Alexander and Vincent Herring Super Quintet. Un nuovo capitolo di una storia che, anno dopo anno, continua a fare di Perugia e dell’Umbria un punto di riferimento mondiale per la grande musica.
