Non solo grandi concerti, a Umbria Jazz 2026 anche la gastronomia è salita sul palcoscenico con un progetto che ha raccontato l’Umbria attraverso i suoi sapori più autentici. Protagonista della serata è stato Gabriel Collazzo, chef del ristorante Radici del Relais Borgo La Chiaracia di Castel Giorgio, chiamato da Confcooperative Umbria a interpretare in cucina il progetto “Umbria 100% – La qualità che si sente. Interpreti d’Eccellenza!”.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare le produzioni cooperative certificate e promuovere un modello agroalimentare fondato su qualità, sostenibilità, tracciabilità e forte identità territoriale. Come recita il progetto, “l’Umbria racconta la propria identità attraverso prodotti d’eccellenza che nascono dalla tradizione, dalla ricchezza del territorio e dal valore della cooperazione”.
Per questa occasione Gabriel Collazzo ha costruito un menù che è diventato un vero racconto gastronomico dell’Altopiano dell’Alfina e dell’intera regione, trasformando le materie prime delle cooperative umbre in piatti contemporanei, eleganti e profondamente legati al territorio.
Un menù che parla umbro
La cena si è aperta con un “Omaggio” composto da carpaccio di Chianina marinato, accompagnato da estratto di olive verdi e peperoni, un antipasto che ha esaltato una delle carni simbolo dell’Italia centrale attraverso preparazioni essenziali e grande attenzione alle materie prime.
Il primo piatto, significativamente intitolato “Gnocchi in Umbria”, è stato un concentrato di prodotti regionali: gnocchi di patata di Grotte di Castro, genovese di Cinturello orvietano Urbevetus® e spuma di Caciotta IGP di Norcia Grifo. Un piatto che ha unito sapori dell’Orvietano e della Valnerina, valorizzando alcune delle produzioni più rappresentative della cooperazione agroalimentare umbra.
Il dessert, chiamato “Madame”, ha proposto una raffinata bavarese alla nocciola “Tonda Francescana“, servita con coulis di frutti rossi, seguita da una selezione di piccola pasticceria, chiudendo il percorso con un equilibrio tra eleganza e tradizione.
I vini delle cooperative umbre
Ad accompagnare il menù sono stati tre vini espressione di altrettante importanti realtà vitivinicole cooperative dell’Umbria:
Corali Viognier Umbria IGP 2025 della Cantina Vetunna;
Todi Grechetto DOC 2025 della Cantina Tudernum;
Divina Villa Trasimeno Gamay DOC 2024 della Cantina Duca della Corgna.
In abbinamento è stata servita anche Acqua Nocera Umbra, altra eccellenza regionale.
Un progetto per promuovere la cooperazione
L’iniziativa rientra nel progetto “Umbria 100% – La qualità che si sente”, promosso da Confcooperative Umbria, che punta a far conoscere il valore delle imprese cooperative del comparto agroalimentare, protagoniste nella produzione di eccellenze certificate e nella tutela delle filiere locali.
Attraverso il talento di Gabriel Collazzo, la cucina si è trasformata in uno strumento di narrazione del territorio, dimostrando come dietro ogni prodotto ci siano persone, aziende e comunità che ogni giorno custodiscono tradizioni, innovano i processi produttivi e contribuiscono allo sviluppo economico della regione.
La cena ha rappresentato uno degli appuntamenti più significativi del programma collaterale di Umbria Jazz, confermando come il festival sia anche una prestigiosa vetrina per promuovere le eccellenze enogastronomiche umbre. Un incontro riuscito tra musica, alta cucina e cooperazione, capace di raccontare un’Umbria che sa distinguersi non solo sui grandi palcoscenici internazionali, ma anche a tavola, attraverso prodotti che esprimono autenticità, qualità e un profondo legame con il territorio.
Benedetta Tintillini
