Dal 27 marzo al 26 luglio la Basilica Palladiana ospita “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti”, la grande mostra antologica dedicata a Guido Harari, uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei. Un percorso che attraversa oltre cinque decenni di immagini, incontri e racconti, trasformando la fotografia in uno spazio di relazione, ascolto e umanità.
Promossa dal Comune di Vicenza e dai Musei civici di Vicenza, in collaborazione con Rjma Progetti Culturali e Wall Of Sound Gallery, l’esposizione raccoglie oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali, proiezioni, manifesti e memorabilia che raccontano tutte le stagioni della lunga carriera di Harari: dagli esordi negli anni Settanta come fotografo e giornalista musicale fino ai ritratti più celebri di artisti, musicisti, intellettuali e protagonisti della cultura contemporanea.
Se la fotografia di Guido Harari fosse musica, sarebbe “da ascoltare a tutto volume”. È proprio questa l’anima della mostra: una grande partitura visiva in cui ogni immagine diventa un incontro autentico, mai costruito come semplice celebrazione dell’icona, ma come momento di prossimità umana.
Per Harari, infatti, la musica non è soltanto un soggetto privilegiato, ma una vera grammatica dello sguardo. Un linguaggio capace di creare connessioni profonde e trasformare il ritratto in un’esperienza di ascolto reciproco. «La musica c’è sempre – afferma Guido Harari – perché il linguaggio del corpo, la gestualità, il ritmo delle parole, il tempo che si ha a disposizione, sono musica. Anche quando i soggetti non sono musicisti, l’approccio rimane lo stesso: ogni ritratto nasce come un ascolto reciproco».
Un approccio che attraversa tutta la mostra e che restituisce ai visitatori un mosaico di volti e personalità che hanno segnato la cultura internazionale. Tra le immagini esposte compaiono infatti ritratti di Fabrizio De André, Bob Dylan, Vasco Rossi, David Bowie, Lou Reed, Kate Bush, Paolo Conte ed Ennio Morricone.
Accanto ai grandi nomi della musica trovano spazio anche figure centrali dell’arte, del cinema, della letteratura e della scienza come Wim Wenders, Renzo Piano, Giorgio Armani, Carla Fracci, Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack, Anselm Kiefer, Dario Fo, Franca Rame, Greta Thunberg, Zygmunt Bauman, Allen Ginsberg e José Saramago.
Particolarmente significativo anche il dialogo instaurato con la città di Vicenza attraverso una sezione dedicata al jazz e alla collaborazione con New Conversations – Vicenza Jazz, che nel 2026 celebra la sua trentesima edizione con il titolo “Dalle trombe di Gerico al divino Miles”, in programma dal 15 al 25 maggio.
Il percorso espositivo è stato progettato dagli architetti Giorgio Simioni e Giulio Simioni, che hanno costruito un allestimento capace di dialogare con gli spazi monumentali della Basilica Palladiana, valorizzando il rapporto tra immagini, luce e architettura.
“Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti” si presenta così non solo come una retrospettiva fotografica, ma come un viaggio dentro mezzo secolo di cultura contemporanea, raccontata attraverso lo sguardo di un autore che ha saputo trasformare ogni scatto in un incontro irripetibile.