La serata conclusiva della 43ª edizione ha riunito 80 artisti, tra pittori affermati, appassionati e semplici dilettanti. Le opere realizzate con il vino saranno messe all’asta e il ricavato destinato a finalità socio-artistico-culturali. Presenti il sindaco Eridano Liberti, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi.
È stata una serata all’insegna dell’arte, del vino e della partecipazione quella conclusiva dei Vinarelli 2026, appuntamento ormai profondamente radicato nella tradizione culturale di Torgiano e capace, anno dopo anno, di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Torgiano Eridano Liberti, che ha accolto gli ospiti e i protagonisti della manifestazione. Alla serata hanno preso parte anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, a testimonianza dell’importanza che i Vinarelli rivestono nel panorama culturale e identitario regionale.
Protagonisti assoluti sono stati però gli 80 artisti che hanno raccolto la sfida di cimentarsi con una materia prima decisamente particolare: il vino. Pittori, artisti di diversa esperienza e semplici dilettanti hanno lavorato fianco a fianco, tutti accomunati dal medesimo entusiasmo e dalla volontà di rendere omaggio a quello che, per Torgiano e per il suo territorio, rappresenta da secoli il vero “oro di Bacco”.
Davanti ai cavalletti, le differenze di formazione e di esperienza hanno lasciato spazio alla creatività. Ognuno ha interpretato a modo proprio il tema e la particolare tecnica dei Vinarelli, dando vita a opere nelle quali il vino diventa elemento pittorico e simbolico, capace di raccontare il legame profondo tra arte, terra e cultura enologica.
Dal vino all’arte, dall’arte alla solidarietà
La manifestazione non si ferma però alla realizzazione delle opere. I lavori prodotti durante i Vinarelli saranno infatti messi all’asta e il ricavato sarà destinato a finalità socio-artistico-culturali, trasformando così il gesto creativo in un concreto strumento di solidarietà e partecipazione.
È proprio questa la forza di una manifestazione che, dopo tanti anni, continua a coinvolgere artisti e pubblico: il vino, simbolo per eccellenza di Torgiano, viene sottratto per una sera alla sua consueta dimensione enologica e diventa colore, materia, ispirazione.
Un percorso che parte dalla vigna e arriva sulla tela, per poi proseguire ancora più lontano attraverso la solidarietà.
I Vinarelli rappresentano così una sorta di rito collettivo, nel quale professionisti e dilettanti condividono lo stesso spazio e lo stesso entusiasmo. Un appuntamento nel quale l’arte non è soltanto espressione individuale, ma diventa occasione di incontro e strumento per restituire qualcosa alla comunità.
La serata conclusiva ha quindi suggellato un’edizione ancora una volta capace di mettere insieme tradizione e creatività, vino e cultura, territorio e solidarietà, confermando Torgiano come uno dei luoghi simbolo dell’identità enologica e culturale dell’Umbria.
Benedetta Tintillini
