Zucchero infiamma UJ: tre ore di musica, emozioni e una band straordinaria

zucchero e oma jali

C’è un momento, nei grandi concerti, in cui si capisce che il tempo ha smesso di contare. All’Arena Santa Giuliana, nella notte di Umbria Jazz 2026, quel momento è arrivato presto e non ha più abbandonato il pubblico fino all’ultimo applauso. Zucchero ha regalato uno spettacolo di quasi tre ore, bis compreso e perfino il “bis del bis”, trasformando la sua tappa perugina in una vera e propria celebrazione di oltre quarant’anni di carriera.

Il blues, il soul e il rock che hanno reso unico il repertorio di Adelmo Fornaciari hanno trovato la loro dimensione ideale in una scaletta costruita come un viaggio tra i grandi classici. Da Diamante a Così celeste, da Il Volo a Baila (Sexy Thing), passando per le canzoni che hanno scritto pagine della musica italiana, ogni brano è stato accolto dal pubblico come un inno collettivo. Nessun momento di stanchezza, nessun calo di tensione: solo una continua alternanza di energia, nostalgia e coinvolgimento.

A fare la differenza, oltre alla presenza scenica di Zucchero, è stata una band semplicemente eccezionale. Dodici musicisti di altissimo livello hanno dato vita a un suono potente, raffinato e perfettamente calibrato, dimostrando ancora una volta come il cantante emiliano ami circondarsi di autentici fuoriclasse. Ogni assolo, ogni sezione ritmica, ogni intervento dei fiati ha contribuito a costruire uno spettacolo di livello internazionale.

Un capitolo a parte meritano le coriste, da sempre elemento distintivo dei concerti di Zucchero. Tra loro ha brillato ancora una volta Oma Jali, la straordinaria cantante camerunense dalla voce intensa e potente, capace di passare con naturalezza dalla delicatezza del gospel all’energia del soul. I suoi interventi hanno raccolto applausi a scena aperta, confermando il ruolo centrale che le voci femminili hanno nell’identità sonora del live.

L’impressione è che Zucchero non abbia alcun interesse a rincorrere effetti speciali o mode del momento. Il suo concerto punta tutto sulla musica suonata dal vivo, sulla qualità degli arrangiamenti e su un repertorio che continua a parlare a generazioni diverse. È questa autenticità a conquistare il pubblico, che canta ogni parola e accompagna ogni assolo con entusiasmo.

L’Arena Santa Giuliana si è così trasformata in un enorme coro, capace di attraversare tre ore senza perdere intensità. Un tempo lungo per gli standard dei concerti odierni, ma che nessuno avrebbe voluto vedere finire.

Con la sua esibizione a Umbria Jazz 2026, Zucchero ha confermato di essere uno dei pochi artisti italiani in grado di sostenere uno show di questa durata mantenendo sempre altissimo il livello artistico. Un concerto generoso, potente e ricco di emozioni, che resterà tra i momenti più memorabili dell’edizione 2026 del festival.

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