UniversoAssisi: al Metastasio Rezza e Mastrella con Fratto X

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Antonio Rezza e Flavia Mastrella approdano ad UniversoAssisi. Lui (“il più grande performer vivente”, così si autodefinisce) e lei (“non essere una scenografa ma un’artista figurativa”), da venticinque anni uniti da una alchimia relazionale inossidabile, sono gli artisti di chiara fama pronti a salire sul palco del teatro Metastasio con la loro inimitabile opera Fratto X, il 21 luglio, alle 21.30.

Un appuntamento inserito nel variegato cartellone del Festival delle arti contemporanee firmato da Joseph Grima (in collaborazione con la consulente della sezione Teatro, Fulvia Angeletti), direttore artistico dell’edizione numero uno ideata ed organizzata da Città di Assisi in collaborazione con Fondazione Internazionale Assisi, grazie anche al sostegno di sponsor del territorio. Due artisti anticonvenzionali, cantori dell’assurdo, straordinari interpreti dell’insensatezza, che spostano l’asse delle certezze dello spettatore. Per Rezza “è lo spazio che modifica il corpo e il movimento”. E così abita la scena-scultura di Flavia Mastrella facendo stupire il pubblico con anomale vicende che sono un condensato di realtà, filosofia e verità incontrastabili. 

“Fratto_X” è il mondo spiegato con ironia. Uno spettacolo senza un filo conduttore. Un insieme di flash, apparentemente scollegati tra loro, amalgamati da un nuovo linguaggio che si articola in spazi ed immagini. “Non c’è una linearità, perché questa limiterebbe chi viene a teatro, invece lasciamo che sia il pubblico a completare la storia. Il nostro lavoro non ha come scopo quello di trasmettere nozioni, ma di suscitare un’emozione”, sostiene Rezza a proposito di quello che lui stesso ha ribattezzato un “inclassificabile teatro”. E sono proprio i sentimenti di ognuno che i due cercano di stimolare con la loro performance, che definiscono “universale”. Un condensato di sottile comicità. I loro spettacoli fanno piegare in due dalle risate, l’ironia è devastante e scavalca la semplice comicità, arrivando a rappresentare le tragedie umane. Per molti far ridere indica una produzione povera di contenuti, secondo noi è tutto il contrario perché si muovono ragionamenti e fantasie”. Questo l’ingrediente segreto che attira il loro pubblico. Sempre numeroso. 

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