Terni, al Cityplex “Freaks” di Tod Browning in versione restaurata

freaks

Chi non ha mai sentito nominare Freaks, il film di Tod Browning che è uno dei più famosi (e censurati) della storia del cinema? Ma quanti di noi l’hanno visto veramente? E soprattutto, quanti sul grande schermo?

Ora avremo tutti la possibilità di farlo: dal 24 ottobre Freaks sarà nelle sale, distribuito dalla Cineteca di Bologna, che l’ha restaurato, come nuova uscita della serie Il Cinema Ritrovato.

Il 24 ottobre, al Cityplex di Terni, introduzione al film a cura di Sentieri del Cinema alle ore 20:30 e a seguire la proiezione della versione restaurata.

Si può nascere dentro un corpo deforme, ed avere un cuore talmente grande da anteporre la felicità di coloro che amiamo alla nostra, da sviluppare una forma di empatia talmente forte da fare dei nostri simili, una famiglia intorno a cui stringersi e da stringere a sé, con gioia, allegria, tenerezza, sete di vita. Si può nascere dentro un corpo perfetto, statuario, tanto da lanciarsi dal trapezio con leggiadria, ed essere crudeli e spietati, avidi e corrotti.

Chi è il vero freak? Colui che per il suo aspetto deforme, viene schernito dalla stupidità di cui sono capaci gli esseri umani, o colui che forte della sua bellezza fisica e del fascino che esercita, agisce in modo immorale, senza scrupoli, approfittando dell’ingenuità e del bisogno d’amore di un altro, più debole e indifeso?

Browning ci pone di fronte a questo dilemma, consegnandoci un film altissimo, per la capacità di restituire dignità agli oppressi e ai deboli che la società ha respinto. Per la capacità di farlo in un momento storico, l’inizio degli anni ’30 del secolo scorso, in cui il pubblico accorreva entusiasta nelle sale per terrorizzarsi di fronte alle creature horror che il cinema stava rapidamente iconizzando, ma non poteva accettare che quelle menomazioni ed anomalie fisiche potessero essere vere, reali, se non nel perimetro di un circo che delimitasse con sicurezza il confine tra i “normali” e i “fenomeni da baraccone”.

Browning i suoi “mostri” invece li accarezza, facendo uscire dai bordi dello schermo tutta l’umanità, la solidarietà, il rispetto reciproco di cui sono capaci, portandoci a solidarizzare con loro, sempre, anche quando ordiscono la più atroce delle vendette.

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