Gesuiti: Pasolini cercava il senso del sacro

pier paolo pasolini

Definito dal critico letterario Gianfranco Contini “competente in umiltà”, Pier Paolo Pasolini, dopo aver indagato con i romanzi e i primi film il mondo dei sottoproletari che alla metà del secolo scorso abitavano nella periferia di Roma, ha realizzato con “Il Vangelo secondo Matteo” un film nel quale “il senso del sacro e la sensibilità moderna si fondono reciprocamente sotto il segno della poesia”.

Lo sottolinea il gesuita padre Virgilio Fantuzzi in un saggio dal titolo “Pasolini e il sacro” che appare sul nuovo fascicolo della rivista “La Civiltà Cattolica”. “Successivamente, il regista avrebbe voluto dare un seguito al film sul Vangelo girandone uno sulla vita di san Paolo, il cui progetto, rimasto nel cassetto, è noto attraverso la sceneggiatura pubblicata dopo la sua morte”, ricorda padre Fantuzzi, critico cinematografico della Compagnia di Gesù.

Con “Teorema”, il più discusso dei suoi film, “Pasolini parla delle conseguenze della perdita del senso del sacro nell’ambito della moderna società opulenta”, ricorda il gesuita.

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