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Un Perugino sfida il deserto e partecipa alla “Marathon des sables”

Raffaele De Rosa  per sette giorni correrà la Marathon des Sables, nel deserto del Sahara, con i viveri in spalla

La vita è una sfida continua, e a volte sfidarsi significa anche mettere alla prova i propri limiti fisici, in una competizione benevola fra la propria volontà e il proprio corpo.  Questo fa Raffaele De Rosa che oggi, zaino in spalla, è partito per la gara “Marathon des sables” che si tiene in Marocco dal 7 al 17 aprile ’17. Raffaele sul sito Facebook scrive: “Tra poche ore sarò in Marocco. In questi ultimi giorni in molti mi hanno domandato come mi sentissi…  la risposta è: tranquillo, non so se sia un bene o un male, ma avrò tempo per capirlo. In questi ultimi giorni ho fatto e disfatto lo zaino più volte, mi sono chiesto se avrò fatto tutto nel migliore dei modi. Nei mesi passati mi sono messo davanti ad una bilancia, a pesare cibi, calcolando le calorie richieste per affrontare questa gara. Per me è la prima esperienza, è giusto avere qualche dubbio, dovrò sapermi gestire bene, non solo con le gambe ma anche con la testa, forse più con quella. L’obbiettivo è quello di arrivare in fondo nel migliore dei modi, senza guardare l’orologio, ma cercare di godersi al meglio questa nuova sfida. La mia amica Franca, ottava assoluta nel 2001, mi ha dato questo consiglio: “non sfidare il deserto ma adeguati a lui”. E’ questo quello che farò.  Seguitemi dal sito ufficiale della Marathon des sables”.

La gara Marathon des sables si tiene del deserto del Sahara, in totale sono 250km da percorrere in sette giorni. Sei sono le tappe previste e in un giorno si correranno dai 20km agli 85km. Si corre zaino in spalla, per tutta la settimana, i concorrenti portano con se i viveri e tutto quello che occorre per la sopravvivenza, compresi accessori richiesti da regolamento, tipo coltello, torcia frontale, kit antiveleno, fischietto, telo di sopravvivenza, accendino. Come alimentazione i concorrenti devono avere, da regolamento, 2000 kcal al giorno, il tutto con minor peso possibile. “Il mio zaino per esempio – continua a spiegare Raffaele – pesa 10.5kg compreso 1.5lt di acqua nelle borracce. Ogni atleta ha a disposizione 9lt di acqua al giorno che vengono consegnati 1.5 alla partenza 1.5 ai ceck point e così via fino a fine tappa. L’acqua ci deve bastare per bere, lavarci e cucinare (ovvero scaldare un po’ d’acqua x poter cucinare un pasto liofilizzato o un the la mattina x colazione).  Per il resto il cibo è fatto di barrette, gel, frutta secca, disidratata, piccoli cubetti di parmigiano”.

Non so voi, ma dopo quanto letto, non posso che tifare per Raffaele, perché la sua sfida è un po’ la mia sfida, anzi, è quella che ognuno di noi ha in testa e che prepara giorno per giorno fino ad arrivare a vincere.

Donatella Binaglia

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