Crescono in Umbria le aziende anti-hacker: i profili ricercati

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Le aziende di sicurezza informatica anti-hacker sono in forte crescita in Italia, e l’Umbria non fa eccezione. Poiché la diffusione dello smart working ha coinciso con una preoccupante espansione delle attività criminali online, parallelamente sono cresciute anche le aziende impegnate nella cybersecurity: solo in Umbria, infatti, il settore ha registrato un incremento del 9% nel 2021.

La minaccia della crisi attuale alla ripresa economica post-pandemia, inoltre, rende più che mai urgenti operazioni di upskilling e reskilling, che consentano ai lavoratori di inserirsi o reinserirsi nel mercato, e al mercato stesso di crescere. A causa della guerra, infatti, si stima un aumento del 73% dei costi energetici delle attività produttive e una decurtazione del PIL pari allo 0,7%.

Ma se alla crisi dei settori più tradizionali si affianca un’espansione costante del comparto IT, come effettivamente sta accadendo, le possibilità di ripresa non mancano.

I ruoli più richiesti nel comparto IT

Cresce, dunque, la richiesta da parte delle aziende di professioni digitali strategiche che sono e saranno di fondamentale importanza anche nei prossimi anni.

Tra le figure più richieste del settore troviamo il cybersecurity manager, che si occupa di analizzare tutti i sistemi informatici usati dall’azienda e di progettare piani di prevenzioni contro i rischi hacker, o il cyber risk analyst, che individua e previene le minacce digitali. Ci sono poi il CISO (Chief information security officer), che definisce la strategia di protezione di tutti gli asset aziendali, e il data protection officer, che definisce le linee guida degli obblighi di protezione dei dati aziendali.

Dal punto di vista del mercato del lavoro, accanto alle offerte lavorative più tradizionali, legate al territorio, è aumentata moltissimo la richiesta di queste nuove figure professionali specializzate. Tale richiesta è legata sì a una circostanza straordinaria, determinata dal particolare momento emergenziale, ma al tempo stesso destinata anche a rimanere costante nel tempo, dato che i rischi digitali ormai esistono e richiederanno sempre maggiore attenzione da parte delle imprese.

Contrasto del rischio hacking: nuovi modelli di formazione

Di pari passo alle nuove skill richieste per fronteggiare i rischi del digitale, stanno emergendo nuovi modelli di formazione per i mestieri citati in precedenza.

Tutti conoscono il classico percorso universitario, che dopo tre anni (o cinque, se si considera la specializzazione) prevede il conseguimento della laurea, ma è bene sapere che esistono delle alternative altrettanto valide, che stanno rendendo più accessibili i lavori digitali. Ne sono un esempio i corsi professionalizzanti, grazie ai quali è possibile acquisire le skill necessarie per entrare nel mercato del lavoro.

Tra le competenze più ricercate in assoluto dalle aziende ci sono quelle relative al campo della Cybersecurity. Per approfittare della grande richiesta di esperti in questo comparto è possibile frequentare un master in sicurezza informatica fruibile interamente online e che dia gli strumenti per lavorare fin da subito. Lo stesso può dirsi per altre professioni digitali molto ambite e richieste, come il Data Analyst, il Front End Developer e il Full Stack Developer.

Inoltre, in alcuni casi è possibile pagare i corsi solo una volta trovato lavoro. Questa sorta di “prestito d’onore” la dice lunga sulle opportunità lavorative disponibili: i numeri parlano infatti di un eccezionale 90% di placement, con stipendi molto più alti rispetto alla media nazionale.

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