L’architettura razionalistica di Sabaudia

sabaudia

di Benedetta Tintillini

 

Passeggiata a Sabaudia, città edificata in soli 253 giorni ed inaugurata nel 1935, sotto il regime fascista. Eugenio Montuori, Alfredo Scalpelli, Luigi Piccinato e Gino Cancellotti furono i quattro architetti razionalisti che nel 1933 vinsero il concorso nazionale per la sua progettazione.

Il razionalismo italiano è una corrente architettonica che si è sviluppata in Italia negli anni venti e anni trenta del XX secolo in collegamento con il Movimento Moderno internazionale. Tale corrente riprende le cifre stilistiche dell’architettura classica sfrondandola però di ogni orpello o decorazione.

La città fu concepita secondo l’assetto classico dell’agglomerato urbano romano, ovvero lungo un Cardo intersecato da un Decumano, il cui punto d’incrocio rappresenta il cuore della città.

All’incrocio dei due assi viari, infatti, sorge il palazzo del Comune, rivestito in travertino, con la sua torre che fa da contraltare al campanile, mettendo in relazione (e, se vogliamo, competizione) il potere laico e quello religioso.

Di fronte al palazzo del Comune sorge la casa del Fascio, ora sede della Guardia di Finanza, rivestita di austeri mattoni rossi.

L’edificio religioso, dedicato alla Santissima Annunziata, è stato di proposito posto in luogo decentrato rispetto ai due edifici amministrativi, anche se in simbolico “dialogo” con essi. Presenta, sopra il portone di ingresso, un mosaico dove è facilmente riconoscibile il Duce alle prese con i lavori agricoli, ed al suo interno conserva la cappella reale, donata da Margherita di Savoia, originariamente collocata all’interno di Palazzo Margherita a Roma.

E’ semplicistico associare l’idea di architettura razionalistica, quindi di regime, in Italia, con gli edifici scarni e severi, rivestiti in travertino e mattoni, come il palazzo del Comune con la relativa torre, o addirittura la chiesa.

Una sorprendente eccezione è il Palazzo delle Poste, dalle linee curve, rivestito di mosaico azzurro, il colore dei Savoia, e rifinito con marmo rosso di Siena, che spiccano in contrappunto con le parti intonacate dipinte di giallo.

Sembra di vivere all’interno di un quadro metafisico, con le geometrie marcate e le macchie di colore puro.

Sabaudia stupisce e affascina per la sua diversità: la sua giovane età la distingue dal consueto panorama urbano italiano ed è una testimonianza della concezione politica e sociale di un frammento della nostra storia millenaria.

 

Si ringrazia: Associazione Culturale Matavitatau www.matavitatau.it

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