Montefiascone. Mostra Laboratorio didattico della Stampa “Silvio Pellico” (video)

Stampa Silvio Pellico old typography

di Benedetta Tintillini

 

Con l’entusiasmo del primo cittadino di Montefiascone Massimo Paolini, impegnato con i sindaci dei comuni limitrofi in azioni sempre più sinergiche al fine di prolungare l’offerta culturale (e la permanenza) dei flussi turistici, ci accingiamo a far visita alla Mostra Laboratorio didattico della Stampa “Silvio Pellico”, che il Sindaco stesso definisce una “chicca” all’interno delle proposte di visita alla scoperta di Montefiascone.

“Montefiascone ha un ruolo di tutto rispetto nell’offerta culturale della Tuscia – afferma con orgoglio Massimo Paolini – il nostro patrimonio naturalistico è invidiabile: il lago di Bolsena, il primo lago vulcanico d’Europa la cui acqua è potabile, la rocca dei Papi dalla storia antica e prestigiosa, la cattedrale di S. Margherita con la sua cupola (la terza per grandezza in Italia), il Museo dedicato all’opera del Sangallo e la basilica di San Flaviano, solo per citare le attrazioni maggiori. Il nostro impegno è costante e le iniziative si susseguono senza soluzione di continuità per promuovere la città ed il territorio”.

La tipografia Silvio Pellico è la tipografia artigiana, ancora in attività, più antica che si conosca, perché ha origine da quella del Seminario di Montefiascone, istituita nel 1695 ad opera del Cardinale Barbarigo. Originariamente creata per la stampa dei volumi ad uso interno del seminario, ha poi ampliato la produzione realizzando volumi anche per l’esterno fino a divenire, nel 1852, la tipografia Silvio Pellico, così chiamata perché l’allora proprietario, un certo Liverziani, anarchico, rifiutò il vecchio nome comunicando al sindaco, con una lettera datata 25 dicembre 1852, che la tipografia avrebbe assunto l’attuale nome.

Il seminario di Montefiascone ha rivestito un ruolo di assoluto rilievo dal punto di vista culturale, ruolo che, a distanza di secoli, ancorasindaco montefiascone tipografia silvio pellico mantiene anche se con caratteristiche diverse: nel 1700 – 1800 il seminario era il luogo di istruzione di alto livello sia per chi avrebbe intrapreso la carriera ecclesiastica, sia per chi, di nobile lignaggio, doveva provvedere ad una adeguata istruzione; al giorno d’oggi il seminario è gestito da una congregazione che convoglia a Montefiascone religiosi da tutto il mondo.

Entrando nel Museo facciamo un salto all’indietro fino al 1450: i caratteri mobili inventati da Gutemberg, la cui tecnica è rimasta pressoché invariata fino al secolo scorso, fanno ancora mostra di sé, dopo centinaia di anni, nelle cassettiere suddivise in piccoli scomparti per conservare le lettere e la punteggiatura nei diversi caratteri e nei diversi “corpi” (o dimensioni) dei caratteri stessi. Si entra in un mondo di gestualità e saperi che sono sopravvissuti fino a noi: dalla composizione minuziosa delle singole pagine carattere per carattere, spaziatura per spaziatura, all’inchiostratura, dalla pressione sotto il torchio una volta posto il foglio (tutto ad energia umana, ovvero a forza di braccia), al controllo finale e all’asciugatura, gesti ripetitivi e sempre nuovi di un lavoro che ha permesso la trasmissione agevole della cultura nei secoli.

La prima innovazione tecnologica di un certo rilievo arriva con l’invenzione della Linotype, nel 1800, di cui un esemplare è conservato nel museo, che permetteva di comporre in un unico blocco una intera riga di testo, mantenendo comunque la tecnica di stampa pressoché invariata.

Con la fine del vecchio millennio arriva la rivoluzione tecnologica della stampa offset in quadricromia con la quale, su lastre di alluminio, vengono stampate le pagine a colori sovrapposti fino ad ottenere il risultato ottimale.

La valorizzazione di questa impresa familiare artigiana è dovuta alla passione degli attuali proprietari, che hanno voluto intraprendere un’ampia ricerca storica e bibliografica sulla tipografia e la sua produzione, i cui risultati sono contenuti in un prezioso volume a beneficio ed integrazione di un pezzo della storia di Montefiascone e non solo.

La visita alla Mostra Laboratorio Didattico Silvio Pellico è un suggestivo viaggio nella storia, nell’artigianato e nella tecnologia, simbolico esempio di come si sia evoluta la stampa attraverso il tempo e di quali competenze siano necessarie per realizzare un libro, un oggetto apparentemente scontato che mantiene il suo fascino nonostante il dilagare degli strumenti digitali, e che normalmente sfogliamo senza chiederci chi e cosa si celi dietro la sua realizzazione.

La Mostra Laboratorio Didattico Silvio Pellico di Montefiascone fa parte della Rete dei Musei Umbro – Laziale della quale fanno parte il Museo Traguardo e Palazzo Venturelli di Amelia, il Museo Civico di Lugnano in Teverina, il Museo dell’Ovo Pinto di Civitella del Lago, il Museo Piero Taruffi di Bagnoregio.

Dalla Torre del Pellegrino, nei giorni tersi di sole, la vista arriva fino al mare, raccogliendo in un abbraccio il Lazio e la Toscana, un territorio generoso e splendido che attende di essere scoperto ed amato.

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