I Bronzi di Riace arrivano all’Expo grazie alla tecnologia

bronzi di riace

I bronzi di Riace arrivano all’Expo di Milano grazie alle nuove tecnologie. In occasione della settimana del Protagonismo della Calabria all’esposizione universale, infatti, verrà proiettato un filmato in Ultra HD/4K sulle celebre fusioni bronzee. “Abbiamo voluto portare le immagini dei bronzi di Riace perché sono un elemento fondamentale dell’offerta culturale calabrese, a livello locale, nazionale e addirittura internazionale – dice Pasquale Anastasi, dirigente del settore Turismo della Regione Calabria -. Per motivi scientifici i monumenti non potevano essere qui però abbiamo voluto portare il meglio delle immagini che la tecnologia ci mette a disposizione per far godere ai visitatori di opere così importanti”.

Bronzi di Riace, considerati tra le testimonianze più significative dell’arte greca classica, sono due statue bronzee raffiguranti due uomini nudi, originariamente armati di scudo e lancia, divenuti simbolo della città di Reggio Calabria. Le statue sono oggi esposte al Museo Archeologico di Reggio Calabria, dove sono tornate nel dicembre 2013 dopo il restauro del museo, tutt’ora in corso. I Bronzi furono ritrovati nel 1972, in eccezionale stato di conservazione, sul fondo del mar Ionio, nei pressi del comune di Riace Marina, da un appassionato subacqueo durante un’immersione a circa 200 m dalla costa ed alla profondità di 8 m.

Una clip di 14 minuti, frutto di accordi tra il Museo Archeologico Nazionale di Reggio, il Comune, la Regione Calabria e la Rai, racconta, con riprese ad altissima definizione, i dettagli più segreti di questi monumenti. Tramite questa innovativa tecnologia, infatti, i due Guerrieri sono stati ripresi nei minimi particolari, trasmessi attraverso una definizione delle immagini quattro volte superiore rispetto all’attuale tecnologia full Hd. All’interno del filmato, visibile davanti allo stand del Corriere della Sera, sono presenti anche immagini della città di Reggio e del suo mare con la voce guida.

 

Credits: foto www.iltempo.it

 

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