Pompei, l’agonia e la morte: due nuovi calchi delle vittime dell’eruzione

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Con enorme stupore Pompei ha svelato altre due vittime della furia del Vesuvio, dopo tanti anni, grazie alla tecnica dei calchi messa a punto da Giuseppe Fiorelli nel 1867, è stato possibile realizzare due calchi in gesso di due vittime colte dall’eruzione del 79 d.C.

Si tratterebbe di due uomini, uno schiavo di giovane età, fra i 18 e i 23/25 anni, alto circa 156 cm. La presenza di una serie di schiacciamenti vertebrali, inusuali per la giovane età dell‟individuo, fa ipotizzare anche lo svolgimento di lavori pesanti, ecco perché si pensa possa trattarsi di uno schiavo. Indossava una tunica corta, di cui è ben visibile l‟impronta del panneggio sulla parte bassa del ventre, con ricche e spesse pieghe, la cui consistenza assieme alle tracce di tessuto pesante, fanno ipotizzare che si trattasse di fibre di lana.

Il secondo uomo è più attempato e vestito in modo notevolmente diverso: la robustezza della vittima, soprattutto a livello del torace, suggerisce che anche in questo caso sia un uomo, più anziano però rispetto all’altra vittima,
con un’età compresa tra i 30 e i 40 anni e alto circa 162 cm. Questa vittima presenta un abbigliamento più
articolato rispetto all’altra, infatti indossa una tunica e un mantello. Sotto il collo della vittima e in prossimità dello sterno, dove la stoffa crea evidenti e pesanti pieghe, si conservano infatti impronte di tessuto ben visibili relative ad un mantello in lana che era fermato sulla spalla sinistra. In corrispondenza della parte superiore del braccio sinistro si rinviene anche l‟impronta di un tessuto diverso pertinente ad una tunica, che sembrerebbe essere lunga fino alla zona pelvica.

Il ritrovamento dei calchi è avvenuto in località Civita Giuliana, in una grande villa suburbana dove già erano stati rinvenuti i calchi di tre cavalli bardati e la cui struttura è stata parzialmente indagata.

Da sottolienare il fatto che la scoperta di questi reperti è stata anche il frutto della lotta agli scavi clandestini che stavano scavando e distruggendo la domus, la tutela del patrimonio artistico è un tema che, da sempre, ci sta particolarmente a cuore.

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