Domenica 8 novembre la quinta edizione dell’iniziativa promossa da ADSI e Confagricoltura. Una giornata tra storia, tradizioni rurali, produzioni locali e innovazione tecnologica, con un convegno dedicato al rapporto tra dimore storiche, sostenibilità e nuove tecnologie agricole.
Il Castello di Montegiove, nel territorio di Montegabbione, si prepara ad accogliere una giornata dedicata all’agricoltura umbra, alle sue radici e alle prospettive di innovazione. Domenica 8 novembre torna infatti Coltiviamo la Cultura, la Festa dell’Agricoltura promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), in collaborazione con Confagricoltura, giunta quest’anno alla quinta edizione.
Per l’intera giornata, dalle 11 alle 17, il castello diventerà un punto d’incontro tra produttori, appassionati e visitatori, offrendo l’occasione per conoscere da vicino le eccellenze agricole del territorio e riflettere sul ruolo delle aziende rurali nella tutela del paesaggio e del patrimonio culturale.
Il filo conduttore dell’iniziativa sarà il dialogo tra passato e futuro: da una parte la storia delle famiglie e delle dimore storiche che hanno contribuito a modellare il paesaggio umbro, dall’altra le nuove tecnologie e le pratiche sostenibili che stanno trasformando il settore agricolo.
Coltivare il tempo: il convegno tra storia e innovazione
Ad aprire la manifestazione, alle ore 11, sarà il convegno “Coltivare il Tempo: Storia familiare, pratiche sostenibili e nuove tecnologie agricole”, dedicato al legame tra dimore storiche, territorio e attività produttive.
All’incontro prenderanno parte Lorenzo Misciattelli, titolare della tenuta e consigliere di ADSI Umbria, il professor Luca Montecchi, storico e studioso delle realtà rurali dell’Umbria meridionale, Carlo Intotaro, pioniere nel settore dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto e fondatore di Droinservice di Todi, e Roberto Di Filippo, titolare della cantina Plani Arche.
Un confronto che intende mettere in evidenza come la tradizione agricola non rappresenti soltanto un patrimonio da conservare, ma anche una risorsa da reinterpretare attraverso competenze, ricerca e strumenti tecnologici capaci di rispondere alle nuove esigenze produttive e ambientali.
Dai trattori d’epoca ai droni: l’agricoltura cambia volto
Dopo il convegno, la festa proseguirà fino alle 17 con un percorso dedicato ai sapori e alle produzioni locali. I visitatori potranno incontrare i produttori, conoscere le realtà agricole del territorio e degustare vini e specialità tipiche, entrando in contatto diretto con chi ogni giorno lavora per custodire e valorizzare le risorse della campagna umbra.
Particolarmente interessante il confronto tra le tecnologie di ieri e quelle di oggi: accanto all’esposizione di un trattore d’epoca, simbolo della meccanizzazione agricola del passato, sono previste dimostrazioni sull’impiego dei droni in agricoltura, a cura di Droinservice. Un’occasione per scoprire come questi strumenti possano trovare applicazione nelle attività di monitoraggio e gestione delle coltivazioni, aprendo nuove prospettive per un’agricoltura sempre più precisa e innovativa.
La partecipazione alla manifestazione è libera e non richiede prenotazione.
Le dimore storiche, cuore della cultura agricola
La Festa dell’Agricoltura nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle imprese agricole legate alle dimore storiche, realtà che rappresentano una componente importante dell’identità e dell’economia dei territori rurali.
«La Festa dell’Agricoltura “Coltiviamo la Cultura” giunge quest’anno alla sua quinta edizione. Ideata e promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane in collaborazione con Confagricoltura, si pone l’obiettivo di valorizzare le imprese agricole, in particolare quelle che sono anche dimore storiche, per far conoscere quale significativo valore esse abbiano nel territorio in cui si trovano, dal punto di vista culturale, ma anche sociale ed economico», spiega Giorgio de Petra, presidente di ADSI Umbria.
Il presidente sottolinea inoltre come molte dimore storiche siano ancora oggi il cuore di aziende agricole attive, in alcuni casi da tempo immemore. «Circa l’80% delle dimore storiche si trova in aree rurali e rappresenta un modello molto moderno di tutela e promozione del territorio, capace di unire la bellezza di un patrimonio culturale unico con il valore economico di un’attività agricola quasi sempre innovativa».
Un patrimonio, dunque, che non vive soltanto nella conservazione degli edifici e delle testimonianze architettoniche, ma continua a produrre valore attraverso il lavoro agricolo, la cura del paesaggio e la trasmissione delle tradizioni.
La giornata al Castello di Montegiove sarà un’occasione per riscoprire proprio questa relazione virtuosa: quella tra cultura e agricoltura, memoria e innovazione, identità dei luoghi e nuove opportunità di sviluppo per le campagne umbre.
