Il futuro della ceramica riparte da Faenza

ceramica faenza

A Faenza si è riunita l’associazione italiana città della ceramica per discutere delle criticità e sviluppare strategie per il futuro

Un laboratorio che coinvolge le 46 città socie dell’Associazione italiana città della ceramica, al fine di predisporre e valutare progetti da finanziare grazie alle risorse della legge188/90. E’ questa la proposta scaturita, lo scorso 4 settembre, dall’assemblea e consiglio direttivo dell’Associazione italiana città della ceramica, tenutasi a Faenza alla presenza anche del Comune di Gubbio, con l’assessore all’Artigianato artistico e di tradizione Giovanna Uccellani.

Dai lavori dell’assemblea dell’associazione, che ad oggi conta 46 città socie e 16 in attesa di inserimento, è emersa la necessità di concentrare l’attenzione  su quattro punti principali: la formazione  delle nuove generazioni (molti istituti tecnici, in Umbria come nel resto d’Italia, stanno chiudendo gli indirizzi ceramici); la comunicazione, alla ricerca di un modo nuovo di “raccontare”, ma anche pubblicizzare e vendere, la ceramica; l’internazionalizzazione e la lotta alla contraffazione.

Oltre all’assessore Uccellani, per l’Umbria erano presenti il sindaco di Deruta Michele Toniaccini, il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti accompagnato dall’assessore Stefano Franceschini ed il consigliere regionale Michele Bettarelli. La componente umbra dell’associazione ha concordato sull’opportunità di utilizzare l’importante strumento della legge 188/90 per proporre progetti in rete nell’ambito della “Strada della Ceramica in Umbria – Umbria Ceramic Way”.

Venerdì pomeriggio a Faenza è stata anche inaugurata la mostra “Grand Tour”, un progetto espositivo che racconta la ceramica tradizionale della nostra penisola, e che contiene anche opere della tradizione eugubina.  “A latere del taglio del nastro della mostra – spiega l’assessore Uccellani –  insieme al sindaco Toniaccini abbiamo incontrato la direttrice del Museo internazionale della ceramica Claudia Casali, per gettare le basi per futuri scambi e collaborazioni. All’interno del museo, infatti, è conservata la nostra tradizionale ceramica antica, con opere di Mastro Giorgio Andreoli, e quella moderna, rappresentata da opere del grande maestro Aldo Ajò”.

L’assessore Uccellani definisce “importante e strategico l’appuntamento a Faenza con le città dell’associazione: ora con la proposta di questo “laboratorio” trasversale puntiamo entro fine anno ad un progetto  concreto per il rilancio della ceramica artistica umbra.

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