“Il mio punto di vista”: il coronavirus visto da un nostro lettore

il mio punto di vista coronavirus

Un nostro lettore campano ha inviato alla nostra redazione una sua poesia al tempo del coronavirus dal titolo “Il mio punto di vista” e noi, con piacere, la accogliamo nei nostri spazi.

E’ già stato detto quasi tutto sul coronavirus e su questo tempo sospeso, di apparente inattività. Tempo da non sprecare ma investire, come nella concezione dell’otium dell’antica Roma, per riflettere, ascoltare, sentire, vivere più intensamente, comprendere meglio noi, la nostra realtà, quella di chi ci è vicino, e tempo, perché no, cimentarsi nello scrivere una poesia: senza pretese, ma per esprimere cosa si prova in questo momento e condividerlo con gli altri.

Il mio punto di vista

E’ arrivato tutto all’improvviso

e ci siamo dovuti coprire tutti il viso.

Nessuno se lo sarebbe immaginato… FERMI TUTTI!

Mettiamoci nei panni di un bambino appena nato.

Al primo impatto direbbe:

“quest’è la vita? solo casa e lavoro?”

siamo solo spettatori di un gran capolavoro.

Beati voi che l’avete già vista,

questo è “il mio punto di vista”.

Giustamente loro non l’hanno mai vista,

non ci resta di essere ottimista.

Ed ecco che ci scappa

figl mie ca c’ ne vò p’ ciarripiglià 

sul tann c putimm riabbraccià*

Siamo in una emergenza sanitaria,

ci hanno dovuto togliere pure l’aria.

Chi di più e chi di meno siamo stati da pascià

ma adesso, purtroppo, dobbiamo fare i conti con la stessa realtà.

Bisogna sperare, non specular

e neanche approfittare

solo il meglio può arrivare

Dopo tante restrizioni che a qualcuno son anche da lezioni

saremo sommersi di grandi soddisfazioni.

Credetemi, sarà stupendo ricominciare

sarà come se solo allora imparassimo a camminare.

Sarà solo un brutto ricordo questa pandemia

che per fortuna è andata via… mamma mia.

Un pensiero per non dimenticare va a chi,

non per suo volere, ha smesso di lottare.

Va a chi non ha mai smesso di rischiare per aiutare.

E’ a loro che va tutta la dovuta riconoscenza

dal più profondo della mia coscienza.

D’altronde la vita è come sfogliare una rivista: è tutta già scritta

e, se così non fosse, rimarrebbe solo “il mio punto di vista”.

Carlo Pauciulo

 

*figlio mio ci vorrà tempo per riprenderci

solo allora ci potremo riabbracciare

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