Dal 17 novembre 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita “Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy”. L’esposizione, curata da Shai Baitel e ampliata con una sezione di opere storiche curata da Andrea Tarsia, riunisce alcune delle opere più significative della carriera dell’artista e i celebri “Transitory Objects”.
Arriva a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC), “Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy”, la grande mostra dedicata a una delle figure più note della performance art internazionale, in occasione del suo 80° compleanno.
L’esposizione inaugurerà il 17 novembre 2026, dopo essere stata presentata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nell’ambito della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. La versione romana amplia il progetto veneziano, mettendo in dialogo i Transitory Objects, opere interattive sviluppate dall’artista nel corso di oltre trent’anni, con una selezione di lavori storici che ripercorrono alcune delle tappe fondamentali della sua ricerca.
La mostra è curata da Shai Baitel, Direttore Artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, in stretta collaborazione con Marina Abramović. La sezione dedicata alle opere storiche è stata invece curata da Andrea Tarsia, su iniziativa della Direttrice della GNAMC, architetto Renata Cristina Mazzantini.
Dalle opere storiche ai Transitory Objects
Il percorso espositivo accompagna il pubblico attraverso differenti momenti della carriera di Abramović, mettendo in evidenza l’evoluzione di una ricerca artistica che ha fatto del corpo, della resistenza, del tempo e della relazione con il pubblico alcuni dei propri elementi centrali.
La sezione “Historical Works” comprende alcune opere iconiche, tra cui “Balkan Baroque” (1997), con cui Abramović ha affrontato il tema della guerra e della memoria; “The Artist is Present” (2010), la celebre performance realizzata al Museum of Modern Art di New York, e “Imponderabilia” (1977), performance realizzata con Ulay nella quale il rapporto fisico tra gli artisti e il pubblico diventava parte integrante dell’opera.
Questi lavori conducono alla sezione “Transforming Energy”, dedicata ai Transitory Objects, una serie nella quale il rapporto tra corpo e spazio si apre a una dimensione ulteriore: quella del tempo geologico.
Le opere comprendono letti di pietra, strutture e forme scultoree realizzate utilizzando minerali come quarzo, ametista e agata. Il pubblico non è chiamato semplicemente a osservare, ma può interagire fisicamente con alcune delle opere, sdraiandosi, sedendosi o rimanendo in piedi su di esse.
È attraverso questa partecipazione che si attiva quello che Abramović definisce un processo di “trasmissione dell’energia”.
Il corpo umano e il tempo della Terra
Il progetto dei Transitory Objects nasce dall’interesse dell’artista per il rapporto tra cristalli, energia e corpo umano, sviluppatosi anche in seguito al viaggio compiuto da Abramović lungo la Grande Muraglia Cinese nel 1988.
Durante quel percorso l’artista entrò in contatto con alcuni aspetti della medicina tradizionale cinese, elementi che avrebbero successivamente contribuito alla sua ricerca sui minerali e sulle loro proprietà.
Nel corso dei decenni, i Transitory Objects sono diventati una componente importante della pratica di Abramović. Se le performance hanno spesso posto al centro il corpo umano e la sua esperienza del tempo, queste opere introducono una diversa scala temporale: quella dei minerali e della formazione geologica della Terra.
Il corpo dello spettatore diventa così parte di un confronto tra tempi differenti, mettendo in relazione l’esperienza umana, necessariamente limitata, con la profondità temporale della materia.
Un omaggio agli 80 anni di Marina Abramović
La mostra romana assume un significato particolare proprio in occasione dell’80° compleanno dell’artista, riunendo opere appartenenti a momenti molto diversi della sua attività.
«Sono molto felice di presentare i nuovi Transitory Objects insieme alle opere storiche che hanno definito la mia carriera», dichiara Marina Abramović. «Queste opere appartengono a momenti molto diversi della mia pratica e riunirle permette al pubblico di vedere come le idee alla base del mio lavoro si siano sviluppate nel corso del tempo».
Per Renata Cristina Mazzantini, Direttrice della GNAMC, la combinazione tra opere storiche e recenti permette di proporre a Roma un percorso particolarmente articolato, capace di attraversare l’intera carriera dell’artista e di restituire al pubblico la portata della sua ricerca nel campo della performance art.
Anche il Ministro della Cultura Alessandro Giuli sottolinea il significato della celebrazione italiana degli 80 anni dell’artista, ricordando il percorso della mostra da Venezia a Roma e il ruolo di Abramović nella storia della performance art.
La mostra alla Galleria Nazionale
“Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy” è organizzata da Creative Philosophy in collaborazione con il Marina Abramović Institute e il Modern Art Museum (MAM) di Shanghai.
Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Skira.
L’esposizione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea rappresenta così un’occasione per rileggere, attraverso un unico percorso, alcune delle opere che hanno segnato la ricerca di Abramović e le più recenti esplorazioni del rapporto tra corpo, energia e materia.
Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma
Inaugurazione: 17 novembre 2026
A cura di Shai Baitel, con la sezione “Historical Works” curata da Andrea Tarsia
Catalogo: Skira
