Dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, una grande mostra dedicata al dialogo tra Henri Matisse e le culture del mondo. Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie e manufatti, raccontano le influenze che hanno contribuito a rivoluzionare l’arte del Novecento.
Rileggere l’opera di Henri Matisse attraverso gli incontri, i viaggi e le culture che hanno alimentato la sua ricerca artistica. È questo l’obiettivo di Matisse. Il mondo in una stanza, la mostra che apre dall’8 ottobre 2026 al MUDEC – Museo delle Culture, proponendo una nuova prospettiva su uno dei protagonisti indiscussi dell’arte moderna.
L’esposizione, curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti, affronta un aspetto fondamentale della produzione dell’artista francese: il dialogo con le tradizioni artistiche africane, islamiche, russe, cinesi e del Pacifico. Un intreccio di suggestioni che ha contribuito a trasformare il suo linguaggio visivo, mettendo in discussione i confini del modernismo occidentale.
Visitabile fino al 21 febbraio 2027, la mostra è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura, in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza.
Matisse e le culture del mondo: le radici di una rivoluzione artistica
Circa 100 opere, tra dipinti, lavori su carta, sculture e fotografie provenienti da importanti istituzioni internazionali, ricostruiscono il percorso creativo di Matisse, nato a Le Cateau-Cambrésis nel 1869 e scomparso a Nizza nel 1954.
Accanto ai capolavori pittorici, l’esposizione presenta una raccolta di oggetti, tessuti e manufatti che ebbero un ruolo tutt’altro che marginale nella sua ricerca. Per Matisse, infatti, questi elementi rappresentavano autentici interlocutori visivi, capaci di suggerire nuove soluzioni compositive, ritmi, geometrie e possibilità espressive.
L’artista amava circondarsene nei propri atelier, trasformando gli ambienti di lavoro in spazi ricchi di stimoli visivi e sensoriali. Oggetti provenienti da aree geografiche differenti diventavano così parte integrante del suo universo creativo, contribuendo alla definizione di un linguaggio personale e innovativo.
Il percorso espositivo riunisce opere provenienti, tra gli altri, dal Philadelphia Museum of Art, dal MoMA di New York, dal Musée d’Orsay e dal Musée de l’Orangerie di Parigi, oltre che dal Musée Matisse di Nizza e da altre importanti collezioni internazionali. Tra i lavori esposti figurano Nudo seduto di schiena del 1917, La Femme au voile, Joacquina e Lorette à la veste rouge.
Particolare attenzione è riservata anche alla produzione tarda dell’artista, rappresentata da opere come Femme à la gandoura bleue, ultimo dipinto realizzato da Matisse, che conclude il percorso espositivo.
Otto sezioni per esplorare l’universo creativo di Matisse
La mostra si articola in otto sezioni tematiche, ciascuna dedicata a un aspetto dell’evoluzione artistica del maestro francese.
Anatomie creative indaga il rapporto tra la ricerca sulla figura umana e la scultura africana. Le forme e le soluzioni anatomiche di diverse tradizioni artistiche entrarono in dialogo con la formazione accademica di Matisse, contribuendo alla progressiva semplificazione e trasformazione dei suoi soggetti. Tra le opere presentate figura la scultura La Serpentine del 1909.
Con Icone ieratiche, l’attenzione si sposta sull’influenza dell’arte bizantina e delle icone russe. Durante il viaggio a Mosca del 1911, Matisse ebbe l’opportunità di studiare queste opere, riconoscendone la capacità di costruire uno spazio pittorico monumentale e spirituale. Una lezione che avrebbe lasciato tracce anche nella sua produzione successiva.
La terza sezione, L’Oriente ci ha salvati, approfondisce il rapporto con l’arte islamica e con le tradizioni decorative del Nord Africa e del Medio Oriente. Arazzi, arredi, tessuti e oggetti contribuirono a sviluppare una concezione dello spazio fondata sul ritmo delle superfici, sul colore e sulla decorazione, alternativa alla prospettiva tradizionale.
Un cast internazionale restituisce centralità alle donne che posarono per l’artista, spesso provenienti da contesti culturali differenti. Figure come Lydia Delectorskaya, Aïcha Goblet e Carmen Lahens-Hélouis furono protagoniste del suo lavoro, contribuendo alla costruzione di un immaginario cosmopolita. La mostra intende valorizzarne il ruolo, andando oltre la semplice funzione di modelle e riconoscendone l’importanza nel processo creativo.
La quinta sezione, Segni nello spazio vuoto, esplora invece l’influenza dell’arte cinese e delle tradizioni tessili non europee. La linea, la sintesi formale e il valore espressivo del segno emergono attraverso opere e manufatti che testimoniano la ricerca di Matisse intorno all’essenzialità della forma.
Con Sognare Tahiti, il percorso segue l’artista nel viaggio compiuto nel 1930 verso il Pacifico. L’esperienza dei Mari del Sud, con la sua luce e la ricchezza della natura tropicale, lasciò un’impronta profonda nella sua immaginazione, alimentando nuove soluzioni visive e una diversa percezione dello spazio.
La settima sezione, La cappella di Vence e l’albero della vita, è dedicata alla Cappella del Rosario di Vence, uno dei progetti più significativi dell’ultima fase della sua carriera. Disegni preparatori, studi e materiali decorativi documentano il lavoro con cui Matisse trasformò l’architettura religiosa in un’opera d’arte totale, attraverso vetrate colorate, ceramiche e forme essenziali.
Infine, Confini liquidi riprende l’esperienza tahitiana per approfondire l’espansione dello spazio pittorico nelle grandi composizioni Océanie, la mer e Océanie, le ciel, realizzate tra il 1946 e il 1949. Il rapporto tra mare e cielo, la percezione dell’immensità e la fluidità dei confini diventano elementi centrali di una ricerca che culmina nell’astrazione e nella sintesi formale.
Libri d’artista, fotografie e progetti decorativi
Accanto ai dipinti e alle sculture, un’importante sezione della mostra è dedicata ai progetti decorativi e ai libri d’artista, testimonianza della versatilità di Matisse e della sua capacità di sperimentare linguaggi differenti.
Tra i materiali esposti figurano il dittico monumentale Océanie, le ciel e Océanie, la mer, le celebri tavole di Jazz, considerato uno dei capolavori editoriali del Novecento, e le illustrazioni realizzate per le Poésies di Stéphane Mallarmé e Pasiphaé di Henry de Montherlant.
Il percorso è arricchito da fotografie d’epoca, comprese immagini scattate dallo stesso Matisse durante i suoi viaggi in Marocco. Documenti preziosi per ricostruire gli spostamenti dell’artista, gli ambienti in cui lavorava e il processo attraverso cui le esperienze vissute si trasformavano in nuove soluzioni artistiche.
Una rilettura critica dell’arte moderna
Matisse. Il mondo in una stanza non si limita a presentare le influenze culturali che hanno contribuito alla formazione dell’artista, ma propone una riflessione più ampia sui concetti di alterità, orientalismo e primitivismo.
Attraverso ricerche recenti e in parte inedite, l’esposizione si inserisce nel dibattito sul rapporto tra arte moderna, cultura coloniale e costruzione delle gerarchie culturali. L’obiettivo è superare una lettura esclusivamente occidentale del modernismo e riconoscere il ruolo determinante delle tradizioni artistiche extraeuropee nella trasformazione dei linguaggi del Novecento.
La mostra invita così a considerare l’opera di Matisse come il risultato di un continuo confronto tra mondi differenti, nel quale l’incontro con l’altro diventa occasione di sperimentazione e rinnovamento.
Un tema che conserva una particolare attualità: attraverso il percorso espositivo, il visitatore è chiamato a interrogarsi su come le culture si incontrino, si influenzino e contribuiscano a ridefinire le forme dell’espressione artistica.
Informazioni utili
Mostra: Matisse. Il mondo in una stanza
Sede: MUDEC – Museo delle Culture, via Tortona 56, Milano
Date: dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027
Curatrici: Ellen McBreen e Chiara Gatti
Orari di apertura:
Lunedì: 14.30-19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30
Giovedì e sabato: 9.30-22.30
Biglietti: intero 16 euro; ridotto 14 euro. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del museo.
Il catalogo della mostra, edito da 24 ORE Cultura e curato da Ellen McBreen e Chiara Gatti, è disponibile presso il Design Store del MUDEC, nelle librerie e online.
