Restaurato in Egitto grazie alla collaborazione tra specialisti egiziani e italiani, il dipinto del II secolo d.C. sarà esposto per la prima volta in Italia nella mostra “Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum”, in programma al Museo dell’Ara Pacis dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027.
Il Tondo dei due Fratelli, raro capolavoro della ritrattistica dell’Egitto romano, è stato presentato al Cairo dopo un accurato intervento di restauro che ne ha restituito leggibilità e stabilità. L’opera, custodita al Museo Egizio del Cairo, sarà uno dei protagonisti della mostra “Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum”, che aprirà al pubblico al Museo dell’Ara Pacis di Roma il prossimo 5 novembre.
Datato alla metà del II secolo d.C. e proveniente da Antinoopolis, nel Medio Egitto, il dipinto rappresenta una testimonianza preziosa dell’incontro tra le tradizioni artistiche egizia, greca e romana. La sua prossima esposizione nella capitale italiana costituisce un’occasione eccezionale: per la prima volta il pubblico potrà ammirare da vicino un’opera raramente concessa in prestito, parte di una delle più significative testimonianze della pittura antica.
Due volti, un dialogo che attraversa i secoli
Realizzato su tavola lignea con la tecnica dell’encausto, che utilizza pigmenti mescolati alla cera, il Tondo raffigura a mezzo busto due giovani, tradizionalmente identificati come fratelli. I loro volti presentano una forte somiglianza, ma il pittore ha saputo distinguere le singole fisionomie, gli incarnati e l’abbigliamento, restituendo a ciascuno una precisa individualità.
Le pennellate corpose, i tocchi luminosi negli occhi e le ombre che modellano i lineamenti conferiscono alle figure una straordinaria presenza. È soprattutto lo sguardo a rendere il dipinto così coinvolgente: un contatto diretto con chi osserva, capace di superare la distanza temporale e culturale.
Alla presentazione del restauro, svoltasi l’11 ottobre 2026 al Cairo, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni italiane ed egiziane, tra cui Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, Tomaso Radaelli, presidente di MondoMostre, Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, e Sherif Fathy Attiya, ministro del Turismo e delle Antichità, insieme ai restauratori che hanno lavorato sull’opera.
«Nel Tondo dei due Fratelli ci attraggono la straordinaria intensità e immediatezza espressiva, la forte resa naturalistica, il contatto diretto e magnetico degli sguardi», ha dichiarato Claudio Parisi Presicce, sottolineando come il dipinto dia vita a «un dialogo muto da persona a persona che travalica i secoli e ogni barriera culturale».
Un restauro delicato per preservare l’autenticità
L’intervento è stato realizzato dalla cooperativa italiana Fabrica Conservazione e Restauro, grazie al contributo del progetto espositivo. Il lavoro ha richiesto particolare attenzione per la fragilità del supporto ligneo e della superficie pittorica, compromessi dal tempo e da precedenti interventi conservativi.
Un antico attacco di insetti xilofagi aveva scavato gallerie nel legno, provocando perdite di materiale e lasciando alcune porzioni dipinte prive di sostegno. In corrispondenza delle lacune, persino una pressione minima avrebbe potuto determinare il distacco della pittura.
Dopo le indagini preliminari, i restauratori hanno proceduto alla rimozione dei depositi superficiali, all’attenuazione degli sbiancamenti e alla riadesione degli strati pittorici sollevati. Particolarmente delicata è stata la messa in sicurezza delle parti rimaste senza supporto.
L’intervento ha interessato anche alcuni frammenti delle labbra e del mento di uno dei due giovani, ricollocati in posizione non corretta durante un precedente restauro. L’equilibratura cromatica delle piccole lacune ha infine migliorato la lettura complessiva dell’immagine.
Come ha spiegato Hisham El-Leithy, la forma, la tecnica e lo stato di conservazione del Tondo offrono informazioni preziose per lo studio della ritrattistica nell’Egitto romano. La collaborazione tra restauratori del Museo Egizio e specialisti italiani ha rappresentato, inoltre, un’importante occasione di scambio scientifico e professionale. La scelta di un intervento minimo ha consentito di recuperare la coerenza visiva dell’opera senza cancellare le tracce della sua lunga storia.
All’Ara Pacis quasi cinquanta ritratti del Fayum
Dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027, il Tondo dei due Fratelli sarà esposto al Museo dell’Ara Pacis nell’ambito della mostra “Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum”, curata da Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco.
Il percorso riunirà quasi cinquanta ritratti del Fayum, eccezionalmente concessi in prestito da istituzioni internazionali, e proporrà complessivamente oltre 110 opere. Accanto alle tavole dipinte troveranno spazio sudari, maschere funerarie, marmi, calchi in gesso e oreficerie antiche, per raccontare l’evoluzione e il significato del ritratto nell’Egitto romano e nella Roma antica.
I celebri ritratti del Fayum, realizzati prevalentemente su tavola e associati alla tradizione funeraria, costituiscono una delle testimonianze più intense dell’arte figurativa del mondo antico. Nei loro volti convivono naturalismo, identità individuale e funzione commemorativa, in una sintesi culturale che riflette la complessità della società egiziana in età romana.
La presenza del Tondo dei due Fratelli rappresenta uno dei punti centrali della rassegna: un’opera delicata e rara, restituita alla sua leggibilità attraverso il restauro e pronta a incontrare per la prima volta il pubblico italiano.
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. È organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina e dall’RTI MondoMostre – Civita Mostre e Musei, con Zètema Progetto Cultura. Fastweb + Vodafone è Official Partner, mentre Dimensione Suono Soft è Radio Partner.
