Gambero Rosso, la Guida Ristoranti d’Italia 2027 in anteprima nazionale a Perugia

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Al Sina Brufani una serata dedicata alle eccellenze della ristorazione italiana, tra nuove assegnazioni, ricerca gastronomica e identità dei territori. Protagonisti della serata dedicata alla guida del Gambero Rosso Cantina Monte Vibiano, Lorenzo Ruggeri e tre ristoranti rappresentativi di altrettanti modi di interpretare la cucina contemporanea.

Perugia ha ospitato lunedì 12 ottobre, nelle sale dello storico Sina Brufani, l’anteprima nazionale della Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, appuntamento che ha riunito professionisti della ristorazione, giornalisti ed esperti del settore enogastronomico. L’evento, organizzato da Cantina Monte Vibiano insieme al gruppo editoriale romano, ha offerto un’occasione di confronto sulle tendenze della cucina italiana e sul ruolo della qualità, della ricerca e dell’identità territoriale nel panorama gastronomico contemporaneo.

A illustrare le novità della nuova edizione è stato Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, affiancato dal giornalista enogastronomico Antonio Boco. La presentazione ha anticipato alcuni dei riconoscimenti e degli indirizzi che caratterizzano la guida 2027, confermando l’attenzione verso una ristorazione capace di coniugare tecnica, creatività, rispetto delle materie prime e personalità.

La serata è stata anche un’occasione per valorizzare il legame tra la cultura gastronomica italiana e il mondo del vino, grazie alla presenza di Cantina Monte Vibiano, realtà umbra impegnata nella promozione dei vitigni e delle espressioni enologiche del territorio.

La Guida Gambero Rosso 2027: un nuovo linguaggio per raccontare la ristorazione

Nel corso della presentazione, Ruggeri ha illustrato l’evoluzione di uno strumento editoriale che, nel tempo, ha accompagnato la crescita della cucina italiana, documentandone trasformazioni, protagonisti e nuove sensibilità. Il Gambero Rosso guarda al futuro con una guida sempre più accessibile e consultabile in formato digitale, pensata per una navigazione agevole anche da smartphone e arricchita dalle risorse e dai contenuti del gruppo editoriale.

Tra le novità annunciate figurano una semplificazione dei simboli utilizzati per identificare le diverse categorie di locali e un linguaggio di valutazione più uniforme. Restano centrali i riconoscimenti storici, come le Tre Forchette per i migliori ristoranti e i Tre Gamberi per le migliori osterie, strumenti che consentono di orientarsi in un panorama gastronomico sempre più articolato, anche a livello internazionale.

La filosofia della guida punta a valorizzare le differenze, opponendosi all’omologazione del gusto e riconoscendo il valore di quelle realtà che costruiscono una proposta gastronomica riconoscibile, radicata nella cultura del territorio ma aperta alla sperimentazione. Accanto agli indirizzi da conoscere e alle esperienze da programmare, trovano spazio anche suggerimenti e percorsi pensati per aiutare il pubblico a scoprire nuovi luoghi e interpretazioni della cucina italiana.

Tre ristoranti, tre identità gastronomiche
La degustazione che ha seguito la presentazione ha permesso di entrare nel vivo della guida attraverso le proposte di tre ristoranti: Il Vizio di Corciano, Mimì alla Ferrovia di Napoli e Materia di Como. Tre indirizzi differenti per storia, impostazione e linguaggio culinario, accomunati dall’attenzione alla qualità e dalla volontà di esprimere una precisa identità.

Il Vizio – Corciano
Cucina internazionale
La realtà umbra si distingue per una proposta in continua evoluzione, nella quale la fedeltà alla tradizione regionale convive con una forte passione per la contaminazione orientale. Tra curiosità, ricerca e divertimento, la cucina esplora ingredienti e combinazioni inedite, confermando la posizione del ristorante tra gli indirizzi italiani di riferimento per la cucina internazionale.

Mimì alla Ferrovia – Napoli
Tre Gamberi
La storica insegna napoletana ha conquistato il riconoscimento delle Tre Gamberi, assegnato alle migliori osterie italiane. La cucina valorizza i sapori della tradizione partenopea, con preparazioni simbolo come la genovese e la pasta e patate, in un’esperienza che unisce autenticità gastronomica, accoglienza e memoria.

Materia – Como
Tre Forchette
Il ristorante lombardo entra tra gli indirizzi insigniti delle Tre Forchette, massimo riconoscimento della guida per la ristorazione. La sua cucina si sviluppa intorno a un lavoro corale di ricerca e sperimentazione, in dialogo con un territorio sospeso tra lago e montagna e con una proposta che interpreta in modo originale le materie prime locali.

Per Materia, la valorizzazione del paesaggio e degli ingredienti del territorio si traduce in una ricerca che coinvolge anche il pesce di lago, reinterpretato attraverso tecniche e abbinamenti non convenzionali. Una cucina che si inserisce in un contesto turistico in crescita, nel quale il viaggio gastronomico rappresenta sempre più una componente dell’esperienza complessiva della destinazione.

Il menu proposto durante la serata ha restituito alcuni esempi di questo approccio creativo: dal risotto allo zafferano con pesto di alghe ed erbe locali al filetto di cervo con nocciola, rosmarino e whisky. Preparazioni che mettono in relazione ingredienti, tecniche e sensibilità differenti, mostrando come la ricerca gastronomica possa diventare uno strumento per raccontare territori e stagioni.
Per Il Vizio, invece, la contaminazione culturale rappresenta una componente fondamentale dell’identità. La cucina si muove tra suggestioni orientali e ingredienti sempre nuovi, in un percorso che può comprendere capesante, topinambur, mousse di nocciole, funghi enoki e tartufo, senza rinunciare alla curiosità e alla libertà espressiva.

Cantina Monte Vibiano e la valorizzazione dei vini umbri
Il programma della giornata si era aperto alle ore 16 con una masterclass condotta da Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. Al centro dell’incontro, le ultime annate di alcune delle etichette più rappresentative di Cantina Monte Vibiano, con particolare attenzione alla capacità del vino umbro di esprimere territori e vitigni attraverso interpretazioni contemporanee.
Tra i vini in degustazione, il Trebbiano Spoletino Fonte del Bosco, reduce dal premio Vini Rari, riconoscimento dedicato alle etichette italiane realizzate in edizione limitata.

Nel suo intervento, Carrus ha richiamato il percorso compiuto dal vino italiano negli ultimi decenni, sottolineando la crescita della qualità e il progressivo affinamento della componente agronomica. Una trasformazione che ha permesso di raggiungere livelli tecnici elevati, senza rinunciare alla riconoscibilità dei territori e dei vitigni.

La ricerca della qualità si accompagna oggi a una maggiore sensibilità e consapevolezza, tanto in vigna quanto in cantina. Freschezza, piacevolezza, scorrevolezza ed equilibrio sono elementi sempre più ricercati, insieme alla capacità dei vini di conservare la propria identità anche in annate caratterizzate da condizioni climatiche differenti.

La sfida, in un mercato attraversato da incertezze e cambiamenti, è continuare a valorizzare le peculiarità delle produzioni italiane, contrastando l’omologazione del gusto. In questo scenario, l’Umbria offre territori e vitigni che meritano di essere riscoperti, anche attraverso un racconto capace di raggiungere nuovi pubblici e di mettere in relazione le produzioni con le esperienze turistiche e culturali.
Per Cantina Monte Vibiano, l’appuntamento perugino ha rappresentato quindi un’occasione per rafforzare il dialogo con il mondo della critica enogastronomica e presentare una visione del vino umbro contemporanea, nella quale la qualità tecnica si accompagna alla ricerca espressiva e alla valorizzazione delle varietà locali.

Il Sina Brufani, una cornice storica per l’eccellenza enogastronomica

La scelta del Sina Brufani ha aggiunto all’evento una dimensione legata alla storia dell’ospitalità perugina. Situato nel centro storico, l’albergo è da lungo tempo un punto di riferimento per una clientela internazionale e rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della tradizione alberghiera cittadina.

La sua storia si intreccia con quella di una Perugia capace di accogliere viaggiatori, personalità e visitatori provenienti da contesti culturali diversi. L’eleganza degli ambienti, il gusto internazionale e la presenza di spazi dedicati alla lettura e alla conversazione contribuiscono a definire un’identità nella quale la memoria storica dialoga con le esigenze dell’ospitalità contemporanea.

Oggi il progetto enogastronomico dell’hotel si sviluppa attraverso proposte che coniugano l’identità umbra con uno sguardo più ampio. La cucina è affidata allo chef resident Andrea Palumbo, mentre il progetto Collin’s contribuisce a costruire un’offerta gastronomica che valorizza il territorio senza rinunciare a una dimensione internazionale. Anche il restyling della struttura segue una logica conservativa, volta a preservarne il carattere storico.

L’anteprima della Guida Ristoranti d’Italia 2027 ha trovato così una cornice coerente con i temi della serata: il rapporto tra tradizione e innovazione, la centralità dell’accoglienza e la capacità dell’enogastronomia di diventare veicolo di promozione culturale e turistica.

L’incontro tra Gambero Rosso e Cantina Monte Vibiano ha confermato, infine, il valore di occasioni in cui ristorazione e produzione vitivinicola si confrontano per raccontare un’Italia gastronomica articolata e in continua evoluzione, nella quale la qualità nasce dal lavoro, dalla ricerca e dalla capacità di mantenere un legame autentico con i territori.

Benedetta Tintillini

In foto da sin. Lorenzo Ruggeri, diretto Gambero Rosso, Lorenzo Fasola Bologna, CEO Cantina Monte Vibiano, Giuseppe Carrus, curatore guida I Vini d’Italia del Gambero Rosso.

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